Le differenze tra cannabinoidi e terpeni
Le differenze tra cannabinoidi e terpeni. I terpeni sono cannabinoidi? No, i terpeni non sono cannabinoidi. Sebbene sia i cannabinoidi che i terpeni siano presenti nella cannabis e contribuiscano ai suoi effetti, si tratta di tipi di composti distinti con strutture chimiche e funzioni diverse. I cannabinoidi e i terpeni sono entrambi componenti importanti della cannabis, ma svolgono ruoli diversi all’interno della pianta e negli effetti sperimentati dal consumatore. In questo blog, forniamo una panoramica completa di tutti i terpeni e i cannabinoidi (finora) conosciuti, delle loro funzioni e dei loro effetti.
Terpeni:
- Definizione: I terpeni sono una classe ampia e diversificata di composti organici prodotti da molte piante, tra cui la cannabis. Sono responsabili dell’aroma e del sapore della pianta.
- Esempi: I terpeni comuni nella cannabis includono mircene, limonene, pinene, linalolo e cariofillene.
- Effetti: Sebbene i terpeni di per sé non producano effetti psicoattivi, possono influenzare gli effetti complessivi della cannabis attraverso il cosiddetto “effetto entourage”. Si tratta dell’idea che i terpeni e i cannabinoidi lavorino insieme per modulare gli effetti reciproci, potenzialmente potenziando o alterando le proprietà terapeutiche della cannabis.
Cannabinoidi:
- Definizione: I cannabinoidi sono una classe di composti chimici che interagiscono con il sistema endocannabinoide dell’organismo. Questo sistema svolge un ruolo nella regolazione di vari processi fisiologici, come l’umore, l’appetito, la sensazione di dolore e la memoria.
- Esempi: I cannabinoidi più noti sono il THC (tetraidrocannabinolo), il CBD (cannabidiolo), il CBG (cannabigerolo), il CBC (cannabicromene) e il CBN (cannabinolo).
- Effetti: I cannabinoidi sono i principali responsabili degli effetti psicoattivi e terapeutici della cannabis. Per esempio, il THC è noto per le sue proprietà psicoattive, mentre il CBD è spesso usato per i suoi potenziali effetti antinfiammatori e ansiolitici.
Le differenze tra terpeni e cannabinoidi:
1. Struttura chimica
- Cannabinoidi: Sono una classe di composti chimici che interagiscono con il sistema endocannabinoide (ECS) dell’organismo. Hanno una struttura chimica più complessa rispetto ai terpeni, in genere composta da 21 atomi di carbonio disposti in modo specifico.
- Terpeni: I terpeni sono idrocarburi più semplici, costituiti da unità ripetute di isoprene (C5H8). Sono responsabili dell’aroma e del sapore della pianta e si trovano in molte piante, non solo nella cannabis.
2. Funzione nella pianta
- Cannabinoidi: I cannabinoidi sono prodotti principalmente nei tricomi delle piante di cannabis e sono coinvolti nei meccanismi di difesa della pianta. Proteggono la pianta dai raggi UV, dai parassiti e dalle malattie. In termini di effetti, i cannabinoidi come il THC e il CBD sono i principali responsabili degli effetti psicoattivi e terapeutici della cannabis.
- Terpeni: Anche i terpeni svolgono un ruolo protettivo nella pianta, scoraggiando gli erbivori e attirando gli impollinatori. Sono la fonte primaria del profumo della pianta e contribuiscono al profilo aromatico.
3. Effetti sul corpo umano
- Cannabinoidi: I cannabinoidi interagiscono direttamente con il sistema endocannabinoide del corpo umano, influenzando vari processi fisiologici come l’umore, l’appetito, il dolore e l’infiammazione. Ad esempio:
- Il THC si lega ai recettori CB1 del cervello, provocando effetti psicoattivi.
- Il CBD interagisce con più recettori, influenzando la serotonina e altri sistemi neurotrasmettitoriali senza causare uno “sballo”.
- Terpeni: I terpeni possono influenzare gli effetti dei cannabinoidi attraverso il cosiddetto effetto entourage. Sebbene i terpeni non interagiscano direttamente con il sistema endocannabinoide, possono potenziare o modulare gli effetti dei cannabinoidi. Per esempio, il mircene può potenziare gli effetti psicoattivi del THC, mentre il linalolo può favorire il rilassamento e la riduzione dello stress.
4. Psicoattività
- Cannabinoidi: Alcuni cannabinoidi, come il THC, sono psicoattivi e possono alterare la percezione, l’umore e la coscienza. Altri, come il CBD, non sono psicoattivi ma hanno proprietà terapeutiche.
- Terpeni: I terpeni non sono psicoattivi, ma possono influenzare il tipo e l’intensità degli effetti prodotti dai cannabinoidi. Ad esempio, il limonene è edificante, mentre il pinene è più concentrato e vigile.
5. Presenza in altre piante
- Cannabinoidi: I cannabinoidi si trovano principalmente nella cannabis, anche se alcuni sono stati identificati in altre piante e persino nel corpo umano (come endocannabinoidi).
- Terpeni: I terpeni sono abbondanti in natura e si trovano in molte altre piante oltre alla cannabis, come pini, lavanda, agrumi e luppolo.
6. Usi medicinali e terapeutici
- Cannabinoidi: I cannabinoidi sono al centro della ricerca sulla cannabis terapeutica per la loro interazione diretta con l’ECS e per il loro potenziale nel trattamento di una varietà di condizioni, tra cui dolore, epilessia, ansia e altro.
- Terpeni: Anche i terpeni sono studiati per i loro potenziali effetti terapeutici. Per esempio:
- Il limonene viene studiato per i suoi effetti ansiolitici e antidepressivi.
- Il linalolo è noto per le sue proprietà calmanti e ansiolitiche.
7. Legalità e regolamentazione
- Cannabinoidi: I cannabinoidi, in particolare il THC, sono soggetti a una regolamentazione rigorosa e sono classificati in modo diverso nei vari Paesi. Il CBD, invece, è legale in molti luoghi ma è ancora soggetto a regolamentazione.
- Terpeni: I terpeni sono generalmente considerati sicuri e vengono spesso utilizzati negli alimenti, nei cosmetici e nell’aromaterapia senza significative restrizioni legali.
Sintesi
- Cannabinoidi: Composti complessi che interagiscono direttamente con il sistema endocannabinoide, responsabili degli effetti psicoattivi e terapeutici della cannabis.
- Terpeni: Composti aromatici più semplici, influenzano l’aroma, il sapore e modulano gli effetti dei cannabinoidi, contribuendo all’esperienza complessiva della cannabis.

Le differenze tra cannabinoidi e terpeni: Terpeni
La cannabis contiene una vasta gamma di terpeni, con oltre 150 terpeni identificati fino ad oggi.
Ecco un elenco completo A-Z dei terpeni noti presenti nella cannabis:
Acorene (α-Acorene β-Acorene): L’acorene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come l’Acorus calamus. Ha un aroma caldo, legnoso e leggermente speziato con sfumature terrose. Sebbene la ricerca sull’α-acorene sia limitata, si ritiene che abbia potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, contribuendo al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Alloaromadendrene: L’alloaromadendrene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come il sandalo. Ha un aroma legnoso, speziato e leggermente dolce. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’alloaromadendrene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Amorfene (α-Amorfene e β-Amorfene): L’amorfene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di varie piante. Ha un aroma caldo e legnoso con sottili note terrose e leggermente speziate. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e calmanti, l’α-amorfene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Anetolo: L’anetolo è un terpene presente nella cannabis e in piante come l’anice e il finocchio. Ha un aroma dolce, simile alla liquirizia, con sfumature floreali e leggermente piccanti. Noto per le sue potenziali proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche, l’anetolo può contribuire agli effetti lenitivi e aromatici della cannabis.
Apiolo: L’apiolo è un terpene presente nella cannabis, nel prezzemolo e nel sedano. Ha un aroma speziato ed erbaceo con sfumature terrose e leggermente pepate. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’apiolo può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Aromadendrene: L’aromadendrene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come il sandalo e alcuni tipi di pino. Ha un aroma legnoso, speziato e leggermente floreale. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’aromadendrene può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Ascaridolo: L’ascaridolo è un terpene presente nella cannabis e in piante come l’assenzio e l’assenzio. Ha un aroma caratteristico, medicinale e leggermente erbaceo. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antiparassitarie, l’ascaridolo può contribuire al profilo terapeutico e all’aroma unico della cannabis.
Bergamotene (α-Bergamotene e β-Bergamotene): Il bergamotene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di bergamotto e di varie erbe. Ha un aroma caldo e speziato con note terrose e leggermente agrumate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-bergamotene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Bergamotene: Il bergamotene è un terpene presente nella cannabis, così come nelle arance bergamotto e in altri agrumi. Ha un aroma speziato, legnoso e leggermente agrumato. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il bergamotene può contribuire a un effetto calmante ed edificante della cannabis.
Biciclogermacrene: Il biciclogermacrene è un terpene presente nella cannabis, oltre che in piante come lo zenzero e in vari oli essenziali. Ha un profilo aromatico complesso con note terrose, legnose e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il biciclogermacrene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Bisabolene (α-Bisabolene e β-Bisabolene): Il bisabolene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come la camomilla e lo zenzero. Ha un aroma caldo e legnoso con sottili note terrose e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-bisabolene può contribuire agli effetti terapeutici e aromatici della cannabis.
Bisabolene (α-Bisabolene e β-Bisabolene): Il bisabolene è un terpene presente nella cannabis, oltre che in vari oli essenziali e spezie. Ha un aroma dolce, legnoso e leggermente speziato. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il bisabolene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Bisabololo: Il bisabololo è un terpene noto per il suo aroma lenitivo e floreale con note di camomilla. È apprezzato per i suoi potenziali effetti antinfiammatori, antimicrobici e calmanti, che possono contribuire a un’esperienza più rilassata ed equilibrata. Il bisabololo migliora il profilo terapeutico della cannabis, rendendolo un componente ricercato in vari ceppi e prodotti.
Borneolo: Il borneolo è un terpene presente nella cannabis e in erbe aromatiche come il rosmarino e la canfora. Ha un caratteristico aroma di legno, menta e canfora. Il borneolo è noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antimicrobiche, che possono contribuire a un effetto lenitivo e calmante della cannabis.
Acetato di bornile: L’acetato di bornile è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di pino e rosmarino. Ha un aroma dolce e legnoso con note di pino e di erbe. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e rilassanti, l’acetato di bornile può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Bulnesene (α-Bulnesene e β-Bulnesene): Il bulnesene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di varie piante. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili sfumature speziate e leggermente dolci. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-bulnesene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Bulnesene: Il bulnesene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma caldo e legnoso con note terrose e leggermente speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il bulnesene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Cadinene (α-Cadinene e β-Cadinene): Il cadinene è un terpene presente nella cannabis e in piante come lo zenzero e il cardamomo. Ha un aroma caldo, legnoso e leggermente speziato. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il cadinene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Cadinolo: Il cadinolo è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali come quelli di zenzero e cardamomo. Ha un aroma legnoso, terroso e leggermente speziato. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il cadinolo può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Calacorene (α-Calacorene e β-Calacorene): Il calacorene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come il calamo e lo zenzero. Ha un aroma caldo e terroso con sfumature legnose e leggermente speziate. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-calacorene può contribuire agli effetti lenitivi e terapeutici della cannabis.
Camphene: il camphene è un terpene presente nella cannabis e in erbe come la canfora e lo zenzero. Ha un aroma forte, terroso e legnoso con note di agrumi. Noto per le sue potenziali proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, il canfene può anche contribuire a un effetto calmante nella cannabis.
Canfora: La canfora è un terpene presente nella cannabis, oltre che negli alberi della canfora e in alcune erbe. Ha un aroma forte, pungente e in qualche modo medicinale, con note rinfrescanti e leggermente piccanti. La canfora è nota per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antimicrobiche, che possono contribuire a un effetto lenitivo e rinvigorente nella cannabis.
Carene: Il carene è un terpene presente nella cannabis, oltre che nel pino e nel cedro. Ha un aroma dolce e agrumato con note terrose ed erbacee. Il carene è noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e decongestionanti e può contribuire a un effetto calmante ed edificante della cannabis.
Carvacrolo: Il carvacrolo è un terpene presente nella cannabis, nell’origano e nel timo. Ha un aroma caldo, speziato e leggermente erbaceo. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche, antimicotiche e antiossidanti, il carvacrolo può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis, aggiungendo ai suoi effetti complessivi calmanti e benefici.
Carvone: Il carvone è un terpene presente nella cannabis e in erbe come la menta e il cumino. Ha un distinto aroma di menta con note dolci e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antiossidanti, il carvone può contribuire a un effetto rinfrescante e terapeutico della cannabis.
Ossido di cariofillene: L’ossido di cariofillene è un terpene presente nella cannabis, oltre che nel pepe nero e in vari oli essenziali. Ha un aroma legnoso, speziato e leggermente agrumato. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e antiossidanti, l’ossido di cariofillene può contribuire agli effetti terapeutici della cannabis e migliorare il suo profilo medicinale complessivo.
Cariofillene: Il cariofillene è un terpene presente nella cannabis con un distinto aroma speziato e pepato. È unico tra i terpeni perché può anche interagire con il sistema endocannabinoide legandosi ai recettori CB2, il che può contribuire ai suoi effetti antinfiammatori e antidolorifici. Il cariofillene è presente anche nel pepe nero, nei chiodi di garofano e nella cannella.
Cedrene (α-Cedrene e β-Cedrene): Il cedrene è un terpene presente nella cannabis, nel legno di cedro e in alcuni oli essenziali. Ha un aroma caldo e legnoso con sfumature terrose e leggermente speziate. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-cedrene può contribuire a un effetto calmante e radicante nella cannabis.
Cedrene: Il cedrene è un terpene presente sia nella cannabis che nel legno di cedro e in altre conifere. Ha un aroma caldo, legnoso e leggermente speziato. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il cedrene può contribuire a un effetto di radicamento e di calma nella cannabis.
Cedrolo: Il cedrolo è un terpene presente nella cannabis, nel legno di cedro e in alcuni oli essenziali. Ha un aroma caldo e legnoso con sfumature terrose e leggermente dolci. Noto per le sue potenziali proprietà calmanti e rilassanti, il cedrolo può contribuire a un effetto calmante e di radicamento nella cannabis.
Chamigrene (α-Chamigrene e β-Chamigrene): Il camigrene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma legnoso e terroso con sfumature leggermente speziate ed erbacee. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’α-camigrene può contribuire alle qualità terapeutiche e aromatiche della cannabis.
Citrale: Il citrale è un terpene presente nella cannabis, ma anche nella citronella, nel limone e nell’arancia. Ha un forte aroma agrumato con note di limone e lime. Il citrale è noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie e può contribuire a un effetto rinfrescante ed edificante della cannabis.
Citronellolo: Il citronellolo è un terpene presente nella cannabis, ma anche nella citronella, nelle rose e nei gerani. Ha un aroma dolce, floreale e agrumato. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, il citronellolo può contribuire a un effetto piacevole ed edificante nella cannabis.
Criptone: Il criptone è un terpene presente nella cannabis e in alcuni oli essenziali. Ha un aroma unico, legnoso e terroso, con sottili note speziate ed erbacee. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il criptone può contribuire al profilo terapeutico e aromatico complessivo della cannabis.
Cubebene: il cubebene è un terpene che si trova nella cannabis e negli oli essenziali di piante come il pepe cubeb. Ha un aroma caldo e legnoso con note speziate e terrose. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il cubebene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Cubebol: Il cubebol è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come il pepe cubeb. Ha un aroma caldo, speziato e legnoso con sfumature terrose. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, il cubebol può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Ciclocitrale: Il ciclocitrale è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma distinto e agrumato con note dolci e fruttate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, il ciclocitrale può contribuire a un effetto rinfrescante ed edificante della cannabis.
Cymene (p-Cymene): Il cimene è un terpene presente nella cannabis, oltre che nel cumino e nel timo. Ha un aroma caldo, speziato e leggermente agrumato. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antiossidanti, il cimene può contribuire a un effetto lenitivo e rinvigorente della cannabis.
Delta-3-carene: Il delta-3-carene è un terpene presente nella cannabis, oltre che nel pino, nel cedro e nel rosmarino. Ha un aroma dolce, agrumato e leggermente terroso. Il delta-3-carene è noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e sedative e può contribuire a un effetto rilassante e di miglioramento dell’umore nella cannabis.
Diidrocarvone: Il diidrocarvone è un terpene presente nella cannabis e in piante come la menta. Ha un aroma fresco e di menta con note leggermente dolci ed erbacee. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antimicotiche, il diidrocarvone può contribuire a un effetto rinfrescante e lenitivo della cannabis.
Drimenolo: Il drimenolo è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma caldo e legnoso con note terrose e leggermente speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il drimenolo può contribuire a un effetto calmante e lenitivo della cannabis.
Elemene: L’elemene è un terpene presente nella cannabis, nello zenzero e in vari oli essenziali. Ha un aroma legnoso, speziato e leggermente agrumato. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’elemene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Elemicina: L’elemicina è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come la noce moscata e la resina di elemi. Ha un aroma caldo e speziato con sfumature dolci e leggermente legnose. Nota per le sue potenziali proprietà psicoattive e antinfiammatorie, l’elemicina può contribuire agli effetti terapeutici e aromatici distintivi della cannabis.
Elemolo: L’elemolo è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali, come l’elemi e lo zenzero. Ha un aroma legnoso e agrumato con sfumature dolci e leggermente floreali. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e calmanti, l’elemolo può contribuire agli effetti lenitivi e terapeutici della cannabis.
Epossido: L’epossido è un terpene meno comune che si trova nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma distinto e fresco con sottili note agrumate e legnose. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’epossido può contribuire al profilo terapeutico e aromatico complessivo della cannabis.
Estragolo: L’estragolo è un terpene presente nella cannabis, ma anche nel basilico, nel dragoncello e nel finocchio. Ha un aroma dolce, simile all’anice, con sottili note speziate ed erbacee. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’estragolo può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Eucaliptolo: L’eucaliptolo, noto anche come 1,8-cineolo, è un terpene presente nella cannabis, nell’eucalipto e nel rosmarino. Ha un aroma fresco, di menta e leggermente speziato che ricorda l’eucalipto. L’eucaliptolo è noto per i suoi potenziali benefici respiratori, come la decongestione delle vie respiratorie, e può avere proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche. Nella cannabis può contribuire a un effetto lenitivo e rinvigorente.
Eudesmol (α-Eudesmol, β-Eudesmol e γ-Eudesmol): L’eudesmolo è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come il legno di cedro e lo zenzero. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili note floreali e balsamiche. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’eudesmolo può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Eugenolo: L’eugenolo è un terpene presente nella cannabis, ma anche nei chiodi di garofano, nella cannella e nell’alloro. Ha un aroma caldo e speziato con sfumature dolci e leggermente legnose. Noto per le sue potenziali proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antimicrobiche, l’eugenolo può contribuire agli effetti terapeutici e al ricco profilo aromatico della cannabis.
Farnesene (α-Farnesene e β-Farnesene): Il farnesene è un terpene presente nella cannabis, ma anche nelle mele, nel luppolo e nello zenzero. Ha un aroma dolce e fruttato con note terrose e agrumate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, il farnesene può contribuire a un effetto calmante e rilassante della cannabis.
Fenchene (α-Fenchene e β-Fenchene): Il fenchene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma fresco e leggermente legnoso con note di agrumi e di erbe. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’α-fenchene può contribuire alle qualità terapeutiche e aromatiche della cannabis.
Fencholo: Il fencholo è un terpene presente nella cannabis e in erbe come il basilico e il finocchio. Ha un aroma fresco, legnoso e leggermente agrumato. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, il fencholo può contribuire all’effetto calmante della cannabis.
Fenchone: Il fenchone è un terpene presente nella cannabis, nel finocchio e nell’anice. Ha un aroma caratteristico, speziato e un po’ dolce, con note erbacee e legnose. Noto per le sue potenziali proprietà digestive e antinfiammatorie, il fenchone può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Funebrene (α-Funebrene e β-Funebrene): Il funebrene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di varie piante. Ha un aroma caldo e legnoso con note terrose e leggermente speziate. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-funebrene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Geraniolo: Il geraniolo conferisce un aroma dolce e floreale con note di rosa e agrumi. Questo terpene è noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Nella cannabis, il geraniolo può contribuire a un’esperienza rilassante ed edificante e può potenziare gli effetti terapeutici generali della pianta.
Acetato di geranile: L’acetato di geranile è un terpene presente nella cannabis, oltre che nella citronella e in vari frutti. Ha un aroma dolce, fruttato e leggermente floreale. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’acetato di geranile può contribuire a un effetto piacevole ed esaltante nella cannabis.
Germacrene (α-Germacrene e β-Germacrene): Il germacrene è un terpene presente nella cannabis, nello zenzero e in vari oli essenziali. Ha un aroma legnoso, speziato e terroso con sottili sfumature floreali. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il germacrene può contribuire a un effetto calmante e lenitivo della cannabis.
Globulolo: Il globulolo è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali, come quelli di cedro e zenzero. Ha un aroma legnoso, terroso e leggermente floreale. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, il globulolo può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Guaiene (α-Guaiene e β-Guaiene): Il Guaiene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come lo zenzero e il cardamomo. Ha un aroma caldo e legnoso con note terrose e leggermente speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-guaiene può contribuire alle qualità terapeutiche e aromatiche della cannabis.
Guaiolo: Il guaiolo è un terpene che si trova nella cannabis e nel legno di pino e guaiaco. Ha un aroma legnoso, terroso e leggermente floreale. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il guaiolo può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Himachalene (α-Himachalene β-Himachalene): L’himachalene è un terpene che si trova nella cannabis e negli oli essenziali come quelli del legno di cedro. Ha un aroma caldo, legnoso e leggermente speziato con sfumature terrose. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-imachalene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Himachalene: l’himachalene è un terpene che si trova nella cannabis e in vari oli essenziali e piante. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili note di spezie e di erbe. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’himachalene può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Humulene (α-Humulene e β-Humulene): L’umulene è un terpene presente nella cannabis, ma anche nel luppolo, nel coriandolo e nei chiodi di garofano. Ha un aroma terroso e legnoso con note speziate e leggermente erbacee. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie, soppressive dell’appetito e antimicrobiche, l’α-umulene può contribuire agli effetti terapeutici e aromatici della cannabis.
Umulene: l ‘umulene è un terpene presente nella cannabis, nel luppolo e nel coriandolo. Ha un aroma terroso, legnoso e leggermente speziato. Noto per i suoi potenziali effetti antinfiammatori e di riduzione dell’appetito, l’umulene è anche usato nella medicina tradizionale per le sue proprietà antibatteriche.
Ionone (α-Ionone e β-Ionone): Lo ionone è un terpene presente nella cannabis e in vari frutti e fiori, tra cui la viola e la mora. Ha un aroma dolce e floreale con sottili note legnose e fruttate. Noto per le sue potenziali proprietà antiossidanti e calmanti, l’α-ionone può contribuire a un effetto calmante e piacevole nella cannabis.
Isoborneolo: L’isoborneolo è un terpene presente nella cannabis, oltre che in piante come il rosmarino e la canfora. Ha un aroma distinto, di menta e di legno, con una nota di canfora. L’isoborneolo è noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e analgesiche e può contribuire all’effetto calmante e lenitivo della cannabis.
Acetato di isobornile: L’acetato di isobornile è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di pino e canfora. Ha un aroma fresco e legnoso con sottili note dolci ed erbacee. Noto per le sue potenziali proprietà calmanti e antinfiammatorie, l’acetato di isobornile può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Isocamphene: l‘isocamphene è un terpene presente nella cannabis e in alcuni oli essenziali. Ha un aroma fresco e legnoso con sottili note terrose e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’isocamphene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Isocariofillene: l’isocariofillene è un terpene presente nella cannabis, oltre che in varie spezie ed erbe. Ha un aroma caldo e speziato con note terrose e leggermente legnose. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e analgesiche, l’isocariofillene può contribuire all’effetto terapeutico e lenitivo della cannabis.
Isomentone: L’isomentone è un terpene presente nella cannabis, nella menta e in vari oli essenziali. Ha un aroma fresco e di menta con sottili note erbacee e leggermente agrumate. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e lenitive, l’isomentone può contribuire a un effetto rinfrescante e calmante della cannabis.
Isopulegolo: l’isopulegolo è un terpene presente nella cannabis e in piante come la menta e il limone. Ha un aroma fresco e di menta con sottili note di agrumi e di erbe. L’isopulegolo è noto per le sue potenziali proprietà lenitive e antinfiammatorie, che possono migliorare il rilassamento e contribuire a un’esperienza rinfrescante nella cannabis.
Ledene: Il ledene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali e piante. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili note di spezie e agrumi. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il ledene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Ossido di limonene: L’ossido di limonene è un terpene presente nella cannabis e in vari agrumi. Ha un aroma fresco e agrumato con un sottofondo leggermente legnoso o speziato. Noto per le sue potenziali proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, l’ossido di limonene può contribuire a un effetto rinfrescante e terapeutico della cannabis.
Limonene: Il limonene è un terpene dal profumo di agrumi che si trova comunemente nella cannabis e in frutti come limoni, arance e lime. Ha un aroma edificante ed energizzante ed è spesso associato al miglioramento dell’umore e alla riduzione dello stress. Il limonene è noto anche per le sue potenziali proprietà ansiolitiche, antinfiammatorie e antimicotiche, che lo rendono un componente popolare nell’aromaterapia e nei prodotti di pulizia naturali.
Linalolo: Il linalolo è un terpene dall’aroma floreale e simile alla lavanda, comunemente presente nella cannabis, nella lavanda e nella menta. È noto per i suoi effetti calmanti e rilassanti, spesso utilizzati in aromaterapia per ridurre l’ansia e favorire il sonno. Inoltre, il linalolo ha potenziali proprietà antinfiammatorie e analgesiche.
Acetato di linalile: L’acetato di linalile è un terpene presente nella cannabis, nella lavanda e in altre erbe aromatiche. Ha un aroma dolce e floreale con una nota di agrumi. Noto per le sue potenziali proprietà calmanti e ansiolitiche, l’acetato di linalile può contribuire a un effetto calmante e piacevole nella cannabis.
Longifolene: Il longifolene è un terpene presente nella cannabis, oltre che in piante come il pino e lo zenzero. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili note speziate e balsamiche. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il longifolene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
Maaliene (α-Maaliene e β-Maaliene): Il maaliene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di varie piante. Ha un aroma caldo e legnoso con sottili note terrose e leggermente dolci. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-maaliene può contribuire agli effetti terapeutici e aromatici della cannabis.
Mentafourano: Il menthofurano è un terpene presente nella cannabis, nella menta e in altre erbe aromatiche. Ha un caratteristico aroma di erbe con note di menta e leggermente piccanti. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e calmanti, il menthofurano può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Mentolo: Il mentolo è un terpene presente nella cannabis, oltre che nella menta e nella menta piperita. Ha un aroma fresco e di menta e fornisce una sensazione rinfrescante. Il mentolo è noto per le sue potenziali proprietà lenitive e analgesiche, che possono contribuire a un effetto calmante e rinvigorente della cannabis.
Mentone: Il mentone è un terpene presente nella cannabis, nella menta e in altre erbe aromatiche. Ha un aroma frizzante e di menta con un sottofondo fresco e leggermente piccante. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e tonificanti, il mentone può contribuire a un effetto rinfrescante e lenitivo della cannabis.
Acetato di mentile: L’acetato di mentile è un terpene presente nella cannabis, nella menta e in vari frutti. Ha un aroma dolce e di menta con un sottofondo fruttato. Noto per i suoi potenziali effetti rinfrescanti, l’acetato di mentile può contribuire a un’esperienza stimolante e rinvigorente nella cannabis.
Metil eugenolo: Il metil eugenolo è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come il basilico e i chiodi di garofano. Ha un aroma dolce e speziato con note di chiodi di garofano e cannella. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche, antiossidanti e anestetiche, l’eugenolo metilico può contribuire agli effetti terapeutici e al profilo aromatico della cannabis.
Muurolene (α-Muurolene e β-Muurolene): Il muurolene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come lo zenzero e il patchouli. Ha un aroma legnoso e terroso con sfumature leggermente speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-muurolene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Muurolene: Il muurolene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili note erbacee e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il muurolene può contribuire a un effetto calmante e lenitivo della cannabis.
Mircene: Il mircene è uno dei terpeni più comuni presenti nella cannabis e in altre piante come il luppolo, il timo e il mango. Ha un aroma muschiato, terroso e in qualche modo fruttato. Si ritiene che il mircene abbia effetti calmanti e sedativi, potenzialmente in grado di potenziare gli effetti del THC e di contribuire alla sensazione di “blocco da divano” spesso associata alle varietà indica. È anche noto per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche.
Mircenolo: Il mircenolo è un terpene presente nella cannabis e in alcuni oli essenziali ed erbe. Ha un aroma dolce, fruttato e leggermente erbaceo, con note che ricordano il mircene ma con un profilo più sfumato. Noto per le sue potenziali proprietà calmanti e antinfiammatorie, il mircenolo può contribuire a un effetto calmante e piacevole nella cannabis.
Miristicina: La miristicina è un terpene presente nella cannabis, ma anche nella noce moscata, nel prezzemolo e nell’aneto. Ha un aroma caldo e speziato con note dolci, legnose e leggermente erbacee. Nota per le sue potenziali proprietà psicoattive e antinfiammatorie, la miristicina può contribuire agli effetti terapeutici e aromatici unici della cannabis.
Nerolidolo: Il nerolidolo è un terpene presente nella cannabis, oltre che nello zenzero, nel gelsomino e nel tea tree oil. Ha un aroma piacevole, legnoso e leggermente floreale con note di agrumi. Il nerolidolo è noto per le sue potenziali proprietà calmanti, sedative e antimicrobiche e può contribuire all’effetto rilassante e calmante della cannabis.
Norbornene: Il norbornene è un terpene meno conosciuto che si trova nella cannabis e in alcuni oli essenziali. Ha un caratteristico aroma terroso con note di pino e legno. Sebbene le ricerche sui suoi effetti specifici siano limitate, il norbornene può contribuire al profilo aromatico complessivo e alle proprietà terapeutiche della cannabis attraverso il suo profumo unico e i suoi potenziali effetti antinfiammatori.
Ocimene: L’ocimene è un terpene noto per il suo aroma dolce, agrumato ed erbaceo. Contribuisce al profilo aromatico complessivo della pianta ed è spesso associato a effetti edificanti ed energizzanti. L’ocimene può anche possedere potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, che ne aumentano l’attrattiva in varie varietà e prodotti di cannabis.
Perillaldeide: la perillaldeide è un terpene presente nella cannabis e in piante come la perilla e la menta. Ha un aroma distinto e agrumato con note dolci, speziate e leggermente erbacee. Nota per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, la perillaldeide può contribuire a un effetto rinfrescante e terapeutico della cannabis.
Alcool perillilico: L’alcol perillilico è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come la menta piperita e la lavanda. Ha un aroma fresco e agrumato con note di menta e leggermente legnose. Noto per le sue potenziali proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, l’alcol perillilico può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Phellandrene (α-Phellandrene e β-Phellandrene): Il phellandrene è un terpene presente nella cannabis e in altre piante come lo zenzero e vari agrumi. Ha un caratteristico aroma agrumato e pepato con note legnose. Il phellandrene è noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antifungine e può contribuire a un’esperienza edificante e rinvigorente nella cannabis.
Phellandrene (α-Phellandrene e β-Phellandrene): Il phellandrene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali, tra cui quelli di coriandolo e zenzero. Ha un aroma fresco e agrumato con sfumature speziate e leggermente legnose. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’α-phellandrene può contribuire a un effetto rinfrescante e terapeutico nella cannabis.
Pinene (α-Pinene e β-Pinene): Il pinene è un terpene presente nella cannabis, ma anche nei pini, nel rosmarino e nel basilico. Ha un aroma fresco e simile a quello del pino ed è noto per il suo potenziale nel migliorare la vigilanza e la memoria. Il pinene ha anche proprietà antinfiammatorie e broncodilatatrici, che possono aiutare la funzione respiratoria e alleviare i sintomi dell’asma.
Pinocarvone: Il pinocarvone è un terpene presente nella cannabis, oltre che in varie piante di conifere e oli essenziali. Ha un aroma legnoso, simile al pino, con sottili sfumature speziate e agrumate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il pinocarvone può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Piperitolo: Il piperitolo è un terpene presente nella cannabis e nel pepe nero. Ha un aroma caldo e speziato con note terrose e leggermente legnose. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, il piperitolo può contribuire al profilo terapeutico e aromatico complessivo della cannabis.
Ossido di pulegone: L’ossido di pulegone è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come la menta e la centella. Ha un aroma fresco e di menta con sottili note legnose ed erbacee. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’ossido di pulegone può contribuire a un effetto rinfrescante e terapeutico della cannabis.
Pulegone: Il pulegone è un terpene presente nella cannabis, oltre che nella menta e nella mentuccia. Ha un aroma forte, di menta e leggermente erbaceo. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antifungine, il pulegone può anche contribuire a un effetto stimolante e rinvigorente nella cannabis.
Pirene (α-Pirene e β-Pirene): Il pirene è un terpene meno conosciuto presente nella cannabis. Ha un aroma affumicato e leggermente dolce con sfumature terrose e legnose. Sebbene la ricerca sull’α-pirene sia limitata, i terpeni con profili simili sono spesso associati a potenziali proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che possono contribuire agli effetti terapeutici della cannabis.
Sabinene idrato: Il sabinene idrato è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma fresco, speziato e leggermente legnoso con note di agrumi. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, il sabinene idrato può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Sabinene: Il sabinene è un terpene presente nella cannabis, ma anche nel pepe nero, nella quercia e in varie erbe. Ha un aroma speziato e pepato con note di agrumi e legno. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antiossidanti e antimicrobiche, il sabinene può contribuire all’effetto stimolante ed edificante della cannabis.
Safrolo: Il safrolo è un terpene presente nella cannabis, nel sassofrasso e in alcune spezie come la noce moscata. Ha un aroma dolce e speziato con note calde e simili alla birra di radice. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e insetticide, il safrolo aggiunge una fragranza unica alla cannabis, anche se viene usato con cautela a causa della sua potenziale tossicità in alte concentrazioni.
Santalene (α-Santalene e β-Santalene): Il santalene è un terpene presente nella cannabis, nel legno di sandalo e in alcuni oli essenziali. Ha un aroma caldo, legnoso e leggermente dolce. Noto per i suoi potenziali effetti calmanti e rilassanti, il santalene può contribuire a un’esperienza calmante e radicante nella cannabis.
Santene: Il santene è un terpene presente nella cannabis, oltre che in vari oli essenziali e spezie. Ha un aroma legnoso, terroso e leggermente speziato. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il santene può contribuire a un effetto di radicamento e di distensione nella cannabis.
Selinene (α-Selinene e β-Selinene): Il selinene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali di piante come il sedano e il coriandolo. Ha un aroma caldo e legnoso con sfumature terrose e leggermente speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’α-selinene può contribuire al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Selinene (α-Selinene e β-Selinene): Il selinene è un terpene presente nella cannabis e in piante come il coriandolo e lo zenzero. Ha un aroma legnoso, terroso e leggermente speziato. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il selinene può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Spathulenol: Lo spathulenol è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come la salvia e i chiodi di garofano. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili note floreali e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, lo spathulenol può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico nella cannabis.
Terpinene: (α-terpinene, β-terpinene e γ-terpinene) Terpinene è un termine collettivo per un gruppo di terpeni correlati presenti nella cannabis e in vari oli essenziali. I tre tipi principali – α-terpinene, β-terpinene e γ-terpinene – condividono un aroma fresco e agrumato con sfumature erbacee e talvolta speziate. Noti per le loro potenziali proprietà antimicrobiche, antiossidanti e antinfiammatorie, questi terpeni contribuiscono al profilo terapeutico e aromatico della cannabis.
Terpineolo (α-Terpineolo): Il terpineolo è un terpene presente nella cannabis, con un aroma piacevole che ricorda il lillà, gli agrumi e il pino. È noto per i suoi potenziali effetti calmanti e rilassanti, oltre che per le sue possibili proprietà antiossidanti e antimicrobiche. Il terpineolo può migliorare il profilo terapeutico complessivo della cannabis contribuendo a un’esperienza rilassante e piacevole.
Terpinolene: Il terpinolene è un terpene presente nella cannabis, ma anche nelle mele, nei lillà e nella noce moscata. Ha un aroma dolce, erbaceo e leggermente floreale. Il terpinolene è noto per i suoi potenziali effetti sedativi e rilassanti, che lo rendono utile per alleviare lo stress e favorire il sonno. Ha anche proprietà antiossidanti e antimicrobiche.
Tetraidrocitronellolo: Il tetraidrocitronellolo è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come la citronella e la citronella. Ha un aroma dolce e agrumato con sfumature floreali e leggermente legnose. Noto per le sue potenziali proprietà calmanti e antinfiammatorie, il tetraidrocitronellolo può contribuire a un effetto calmante ed edificante della cannabis.
Thujene: Il tujene è un terpene presente nella cannabis e in piante come la salvia e la thuja. Ha un aroma fresco, legnoso e leggermente speziato con note di agrumi. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antimicotiche, il tujene può contribuire a un effetto stimolante e rinvigorente della cannabis.
Thujone (α-Thujone e β-Thujone): Il tujone è un terpene presente nella cannabis e in piante come l’assenzio e la salvia. Ha un aroma erbaceo e legnoso con note di pino e spezie. Noto per le sue potenziali proprietà psicoattive e antinfiammatorie, il β-thujone può contribuire al profilo aromatico unico e agli effetti terapeutici della cannabis.
Trans-nerolidolo: Il trans-nerolidolo è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali come lo zenzero e il gelsomino. Ha un aroma dolce e floreale con sfumature legnose e leggermente agrumate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il trans-nerolidolo può contribuire a un effetto calmante e rilassante della cannabis.
Valencene: Il valencene è un terpene presente nella cannabis e negli agrumi come arance e pompelmi. Ha un aroma dolce, agrumato e leggermente legnoso. Il valencene è noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e repellenti per gli insetti e può contribuire a un effetto rinfrescante ed edificante nella cannabis.
Viridiflorene: Il viridiflorene è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali. Ha un aroma legnoso e terroso con note speziate e floreali. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il viridiflorene può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Viridiflorolo: Il viridiflorolo è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come la salvia. Ha un aroma legnoso e terroso con sottili sfumature floreali e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il viridiflorolo può contribuire a un effetto lenitivo e terapeutico della cannabis.
Ylangene (α-Ylangene e β-Ylangene): L’ylangene è un terpene presente nella cannabis e negli oli essenziali di piante come l’ylang-ylang e vari fiori tropicali. Ha un aroma dolce e floreale con sfumature calde e leggermente legnose. Noto per le sue potenziali proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie, l’α-ilangene può contribuire alle qualità lenitive e aromatiche della cannabis.
α-Cadinolo: l’α-Cadinolo è un terpene presente nella cannabis e in vari oli essenziali come il cipresso e il ginepro. Ha un aroma legnoso e terroso con sfumature leggermente speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e sedative, l’α-cadinolo può contribuire agli effetti calmanti e terapeutici della cannabis.
α-Copaene: l’α-copaene è un terpene presente nella cannabis, oltre che in vari oli essenziali e spezie. Ha un aroma caldo e legnoso con note terrose e leggermente speziate. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, l’α-copaene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.
γ-Cadinene: il γ-Cadinene è un terpene che si trova nella cannabis e in oli essenziali come il patchouli e il chiodo di garofano. Ha un aroma legnoso e speziato con sfumature terrose e leggermente dolci. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il γ-cadinene può contribuire agli effetti terapeutici e calmanti della cannabis.
γ-Muurolene: il γ-Muurolene è un terpene presente nella cannabis e in alcuni oli essenziali. Ha un aroma terroso e legnoso con sottili sfumature erbacee e speziate. Noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche, il γ-muurolene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico nella cannabis.
δ-3-Carene: il δ-3-Carene è un terpene che si trova nella cannabis, oltre che nei pini e nei cedri. Ha un aroma dolce e pungente con sfumature agrumate e terrose. Conosciuto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie e di rafforzamento delle ossa, il δ-3-carene può contribuire a un effetto calmante e terapeutico della cannabis.

Le differenze tra cannabinoidi e terpeni: Cannabinoidi
Allo stato attuale delle ricerche, nella cannabis sono stati identificati oltre 100 cannabinoidi.
Ecco un elenco completo dei 100 cannabinoidi identificati nella cannabis:
- Δ9-THC(Delta-9-Tetraidrocannabinolo): il Δ9-THC (Delta-9-Tetraidrocannabinolo) è il principale cannabinoide psicoattivo presente nella cannabis. È responsabile della maggior parte degli effetti intossicanti della pianta e produce un “high” euforico legandosi ai recettori CB1 nel cervello e nel sistema nervoso centrale. Il Δ9-THC ha anche potenziali benefici terapeutici, tra cui l’alleviamento del dolore, la stimolazione dell’appetito e la riduzione della nausea, che lo rendono un elemento chiave nell’uso della cannabis a scopo ricreativo e medico.
- Δ8-THC(Delta-8-Tetraidrocannabinolo): il Δ8-THC (Delta-8-Tetraidrocannabinolo) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, simile nella struttura al più noto Δ9-THC. È psicoattivo, ma generalmente è considerato meno potente e produce uno “sballo” più lieve e più chiaro. Il Δ8-THC è noto anche per i suoi potenziali effetti terapeutici, come l’alleviamento del dolore, le proprietà anti-nausea e la stimolazione dell’appetito, mentre in genere provoca meno ansia e paranoia del Δ9-THC.
- THCV (Tetraidrocannabivarina): Il THCV (Tetraidrocannabivarina) è un cannabinoide presente nella cannabis, strutturalmente simile al THC ma con effetti diversi. A basse dosi, si ritiene che il THCV agisca come antagonista neutro dei recettori CB1, riducendo potenzialmente gli effetti psicoattivi del THC. A dosi più elevate, può agire come lieve psicoattivo. Il THCV è noto per le sue potenziali proprietà di soppressione dell’appetito e può anche avere benefici nella gestione dell’obesità, del diabete e dell’ansia. Inoltre, è oggetto di ricerca per i suoi possibili effetti antinfiammatori e neuroprotettivi.
- THCP (Tetraidrocannabiforolo): Il THCP (Tetraidrocannabiforolo) è un cannabinoide scoperto di recente nella cannabis, noto per i suoi potenti effetti psicoattivi. Ha una struttura molecolare simile a quella del THC, ma con una catena laterale alchilica più lunga, che gli permette di legarsi più efficacemente ai recettori CB1 del cervello. Questa maggiore affinità di legame rende il THCP significativamente più potente del Δ9-THC, producendo potenzialmente effetti psicoattivi più forti. Sebbene la ricerca sul THCP sia ancora nelle sue fasi iniziali, potrebbe avere proprietà terapeutiche uniche legate al sollievo dal dolore, all’infiammazione e ad altre condizioni in cui sono coinvolti i recettori dei cannabinoidi.
- THCB (Tetraidrocannabutolo): Il THCB (Tetraidrocannabutolo) è un cannabinoide presente nella cannabis, strutturalmente simile al THC ma con una catena laterale alchilica più corta. Interagisce con il sistema endocannabinoide legandosi ai recettori CB1 e CB2, anche se si ritiene che sia meno potente del Δ9-THC. Le prime ricerche suggeriscono che il THCB può avere effetti psicoattivi e potenziali benefici terapeutici, come il sollievo dal dolore e le proprietà antinfiammatorie, ma sono necessarie molte altre ricerche per comprenderne appieno gli effetti e i potenziali usi.
- THCH (Tetraidrocannabhexolo): Il THCH (Tetraidrocannabhexolo) è un cannabinoide recentemente identificato nella cannabis, strutturalmente simile al THC ma con una catena laterale alchilica più lunga di sei carboni. Questa differenza strutturale consente potenzialmente al THCH di legarsi più fortemente ai recettori dei cannabinoidi, rendendolo forse più potente del Δ9-THC. Sebbene la ricerca sul THCH sia ancora nelle fasi iniziali, si ritiene che abbia effetti psicoattivi pronunciati e che possa offrire benefici terapeutici legati alla gestione del dolore, alle proprietà antinfiammatorie e ad altre condizioni influenzate dall’attività dei recettori dei cannabinoidi.
- THCA (acido tetraidrocannabinolico): Il THCA (acido tetraidrocannabinolico) è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis grezza. È il precursore del Δ9-THC e viene convertito in THC attraverso un processo chiamato decarbossilazione, che avviene quando la cannabis viene riscaldata (ad esempio, fumando o cucinando). Il THCA è noto per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie, antiemetiche (anti-nausea) e neuroprotettive. Può anche aiutare ad alleviare il dolore e gli spasmi muscolari. Poiché non produce un “high” come il THC, il THCA viene spesso studiato per un uso terapeutico senza effetti psicoattivi.
- Δ10-THC(Delta-10-Tetraidrocannabinolo): il Δ10-THC (Delta-10-Tetraidrocannabinolo) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, simile per struttura al Δ9-THC e al Δ8-THC. È psicoattivo, ma si dice che produca un “high” più blando ed energizzante rispetto al Δ9-THC, spesso descritto come più lucido e meno sedativo. Le ricerche sul Δ10-THC sono ancora limitate, ma potrebbe offrire potenziali benefici terapeutici come il sollievo dal dolore, gli effetti antinfiammatori e la riduzione dell’ansia, con meno effetti intensi associati ad altre forme di THC.
- CBD (Cannabidiolo): Il CBD (Cannabidiolo) è un importante cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis. A differenza del THC, non produce uno “sballo”, il che lo rende popolare per l’uso terapeutico. Il CBD interagisce con il sistema endocannabinoide, in particolare con i recettori CB2, ed è noto per la sua ampia gamma di potenziali benefici per la salute. Questi includono proprietà antinfiammatorie, analgesiche (che alleviano il dolore), ansiolitiche e antiepilettiche. Il CBD è comunemente usato per gestire condizioni come il dolore cronico, l’ansia, l’epilessia e l’infiammazione, ed è anche oggetto di studio per i suoi potenziali effetti neuroprotettivi e per la capacità di ridurre i sintomi di varie condizioni mediche senza effetti intossicanti.
- CBDV (Cannabidivarina): Il CBDV (Cannabidivarin) è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis, strutturalmente simile al CBD. Come il CBD, non produce uno “sballo” e interagisce con il sistema endocannabinoide, anche se i suoi meccanismi esatti sono ancora in fase di studio. Il CBDV sta guadagnando attenzione per i suoi potenziali benefici terapeutici, in particolare nella gestione dell’epilessia e dei disturbi convulsivi, dove si è dimostrato promettente nelle prime ricerche. Inoltre, il CBDV può avere proprietà anti-nausea, anti-infiammatorie e neuroprotettive, che lo rendono oggetto di interesse per diverse applicazioni mediche.
- CBDP (Cannabidiphorol): Il CBDP (Cannabidiphorol) è un cannabinoide scoperto di recente nella cannabis, strutturalmente simile al CBD ma con una catena laterale alchilica più lunga. Questa differenza strutturale potrebbe influenzare il modo in cui interagisce con il sistema endocannabinoide, anche se la ricerca sul CBDP è ancora agli inizi. Come il CBD, il CBDP non è psicoattivo e non produce uno “sballo”. Sebbene i suoi potenziali benefici terapeutici non siano ancora del tutto noti, il CBDP potrebbe avere proprietà simili a quelle del CBD, come effetti antinfiammatori, analgesici e neuroprotettivi, ma sono necessarie ulteriori ricerche per confermarne le azioni e i benefici specifici.
- CBDA (acido cannabidiolico): Il CBDA (acido cannabidiolico) è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis grezza, che funge da precursore del CBD. Quando la cannabis viene riscaldata attraverso la decarbossilazione (ad esempio, fumando o cucinando), il CBDA viene convertito in CBD. Il CBDA stesso ha potenziali benefici terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, anti-nausea e anti-ansia. È anche oggetto di studio per il suo potenziale di inibizione della diffusione di alcune cellule tumorali e per il suo possibile ruolo nella gestione dell’epilessia e di altre patologie, in modo simile al CBD ma con alcune azioni farmacologiche distinte.
- CBG (Cannabigerolo): Il CBG (Cannabigerolo) è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis, spesso definito la “madre di tutti i cannabinoidi” perché è il precursore di altri cannabinoidi come il THC e il CBD. Durante la crescita della pianta, il CBG-A (la forma acida del CBG) viene convertito in questi altri cannabinoidi. Il CBG stesso è noto per le sue potenziali proprietà terapeutiche, tra cui effetti antinfiammatori, antibatterici e neuroprotettivi. Può anche aiutare in condizioni come il glaucoma, le malattie infiammatorie intestinali e le disfunzioni della vescica, il che lo rende oggetto di interesse nella ricerca sulla cannabis medica.
- CBGV (Cannabigerovarina): Il CBGV (Cannabigerovarina) è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis, strutturalmente simile al CBG. Come il CBG, il CBGV funge da precursore di altri cannabinoidi, in particolare quelli della serie varina, come il THCV e il CBDV. Il CBGV è oggetto di ricerca per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, antitumorali e neuroprotettive. Sebbene la ricerca sia ancora nelle fasi iniziali, il CBGV potrebbe avere applicazioni nella gestione di condizioni come il dolore, l’infiammazione e alcuni disturbi neurologici.
- CBGA (acido cannabigerolico): Il CBGA (acido cannabigerolico) è il precursore acido di diversi cannabinoidi chiave, tra cui il THC, il CBD e il CBG, che lo rendono un composto cruciale nella pianta di cannabis. Spesso definito “cannabinoide madre”, il CBGA viene convertito in questi altri cannabinoidi attraverso processi enzimatici durante la crescita della pianta. Pur non essendo psicoattiva, la CBGA ha potenziali benefici terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antiproliferative. Si sta studiando anche il suo ruolo nei disturbi metabolici e il suo potenziale per aiutare a gestire condizioni come le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro.
- CBGM (Cannabigerolo Monometil Etere): Il CBGM (Cannabigerolo Monometil Etere) è un cannabinoide minore e meno conosciuto presente nella cannabis. Strutturalmente, è un derivato del CBG, con un gruppo metilico attaccato alla sua struttura. Sebbene la ricerca sul CBGM sia limitata, si ritiene che condivida alcune delle potenziali proprietà terapeutiche del CBG, come gli effetti antinfiammatori e neuroprotettivi. Tuttavia, a causa della sua rarità e della fase iniziale della ricerca, resta ancora molto da capire sugli effetti specifici del CBGM e sulle sue potenziali applicazioni mediche.
- CBC (Cannabicromene): Il CBC (Cannabichromene) è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis, noto per i suoi potenziali benefici terapeutici. Interagisce con il sistema endocannabinoide del corpo ma non si lega fortemente ai recettori CB1 o CB2, motivo per cui non produce uno “sballo”. Si ritiene invece che la CBC agisca in modo sinergico con altri cannabinoidi, potenziandone gli effetti. La CBC si è dimostrata promettente nella ricerca per le sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche (antidolorifiche), antidepressive e antitumorali. Può anche promuovere la salute del cervello incoraggiando la crescita di nuove cellule cerebrali, un processo noto come neurogenesi.
- CBCV (Cannabicromevarina): La CBCV (Cannabichromevarin) è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis, strettamente correlato alla CBC ma con una struttura chimica leggermente diversa a causa della presenza di una catena laterale varina. Sebbene la ricerca sulla CBCV sia ancora limitata, si ritiene che condivida alcune delle proprietà terapeutiche della CBC, come gli effetti antinfiammatori, analgesici e antitumorali. Come altri cannabinoidi varinici, la struttura unica del CBCV può influenzare la sua interazione con il sistema endocannabinoide, offrendo potenzialmente benefici distinti che sono ancora in fase di esplorazione negli studi scientifici.
- CBCA (acido cannabicromenico): Il CBCA (acido cannabicromenico) è il precursore acido del cannabinoide CBC, presente nelle piante di cannabis grezze. Quando la pianta matura o subisce la decarbossilazione (riscaldamento), il CBCA si converte in CBC. Il CBCA non è psicoattivo e si pensa che abbia potenziali benefici terapeutici simili a quelli della CBC, tra cui proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e analgesiche. La ricerca sul CBCA è ancora in fase iniziale, ma svolge un ruolo cruciale nella biosintesi del CBC e forse contribuisce al profilo terapeutico complessivo della pianta di cannabis.
- CBL (Cannabiciclolo): Il CBL (Cannabiciclolo) è un cannabinoide minore non psicoattivo presente nella cannabis, formato dalla degradazione del CBC (Cannabicromene) nel corso del tempo, in particolare quando la pianta è esposta alla luce o al calore. A causa della sua bassa concentrazione nella maggior parte delle varietà di cannabis, il CBL non è stato ampiamente studiato e i suoi potenziali effetti terapeutici rimangono in gran parte sconosciuti. Tuttavia, si pensa che contribuisca all’effetto complessivo dell’entourage della cannabis, in cui più cannabinoidi e terpeni lavorano insieme per potenziare i benefici terapeutici della pianta.
- CBLA (acido cannabiciclico): Il CBLA (acido cannabiciclico) è il precursore acido del cannabinoide CBL (cannabiciclolo), presente nelle piante di cannabis grezze. Il CBLA si forma attraverso la degradazione del CBCA (acido cannabiciclico) nel corso del tempo, in particolare quando il materiale vegetale è esposto alla luce o all’aria. Come il CBL, il CBLA è un cannabinoide non psicoattivo e la ricerca sui suoi effetti specifici e sul suo potenziale terapeutico è molto limitata. È di interesse soprattutto per comprendere l’evoluzione chimica e la diversità dei cannabinoidi nella cannabis nel corso del tempo.
- CBN (Cannabinolo): Il CBN (Cannabinolo) è un cannabinoide leggermente psicoattivo presente nella cannabis, conosciuto principalmente come prodotto della degradazione del THC. Quando il THC si ossida, si converte in CBN. Questo cannabinoide è spesso associato agli effetti sedativi della cannabis invecchiata e si pensa che abbia potenziali benefici terapeutici, tra cui aiuto al sonno, stimolazione dell’appetito e proprietà antinfiammatorie. Il CBN viene studiato anche per i suoi possibili effetti antibatterici e neuroprotettivi, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno il suo potenziale terapeutico.
- CBNA (acido cannabinolico): Il CBNA (acido cannabinolico) è il precursore acido del CBN (cannabinolo) presente nella cannabis grezza. Si forma attraverso l’ossidazione del THC (Tetraidrocannabinolo) nel corso del tempo, in particolare quando la cannabis è esposta alla luce e all’aria. Il CBNA di per sé non è psicoattivo e non produce un “high”. Svolge un ruolo nel processo di degradazione naturale dei cannabinoidi nella pianta. La ricerca sul CBNA è limitata, ma è importante per comprendere l’evoluzione chimica dei cannabinoidi e il loro potenziale impatto sulle proprietà terapeutiche della cannabis.
- CBND (Cannabinodiolo): Il CBND (Cannabinodiolo) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, strutturalmente correlato al CBD (Cannabidiolo). Si forma dalla degradazione del CBD nel tempo, in particolare con l’esposizione alla luce e all’aria. Il CBND non è psicoattivo e, come il CBD, non produce un “high”. La ricerca sul CBND è limitata, ma potrebbe avere potenziali proprietà terapeutiche simili a quelle del CBD, tra cui effetti antinfiammatori, analgesici e neuroprotettivi. Il suo ruolo nel profilo cannabinoide della cannabis e i suoi potenziali benefici per la salute sono ancora oggetto di studio.
- CBT (Cannabicitran): Il CBT (Cannabicitran) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, noto per la sua struttura chimica unica, che comprende un sistema di anelli biciclici. È un cannabinoide non psicoattivo e si pensa che contribuisca al profilo terapeutico complessivo della pianta di cannabis. La ricerca sulla CBT è limitata, ma studi preliminari suggeriscono che potrebbe avere potenziali benefici terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie e analgesiche. A causa della sua rarità e della fase iniziale della ricerca, i suoi effetti specifici e il suo pieno potenziale terapeutico sono ancora oggetto di studio.
- CBTL (Cannabitriolo): Il CBTL (Cannabitriolo) è un cannabinoide minore e meno studiato presente nella cannabis. È un composto non psicoattivo con una struttura correlata ad altri cannabinoidi, ma distinta nella sua specifica configurazione chimica. A causa della sua rarità e delle poche ricerche disponibili, il potenziale terapeutico e gli effetti specifici del CBTL non sono ben compresi. Come altri cannabinoidi minori, potrebbe contribuire al profilo terapeutico complessivo della cannabis, ma sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare i suoi possibili benefici e le sue funzioni all’interno della complessa composizione chimica della pianta.
- CBE (Cannabielsoina): La CBE (Cannabielsoina) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, noto per essere un metabolita del CBD (Cannabidiolo). Non è psicoattivo e si forma quando il CBD è esposto a processi ossidativi. La ricerca sulla CBE è limitata, ma potrebbe contribuire agli effetti complessivi e al profilo terapeutico della cannabis interagendo con il sistema endocannabinoide. Sebbene i benefici terapeutici specifici della CBE non siano ben documentati, la sua presenza nella pianta di cannabis evidenzia la complessità e la diversità dei cannabinoidi e il loro ruolo potenziale nell’influenzare i risultati della salute.
- CBLVA (acido cannabiciclovarinico): Il CBLVA (acido cannabiciclovarinico) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, caratterizzato dalla sua struttura come forma acida della cannabiciclovarina. È correlato al cannabinoide CBL (cannabiciclolo) e si pensa che si formi attraverso la degradazione o la trasformazione di altri cannabinoidi. Sebbene la ricerca specifica sulla CBLVA sia limitata, essa non è psicoattiva e può contribuire al profilo cannabinoide complessivo e al potenziale terapeutico della cannabis. I suoi effetti precisi e le sue potenziali applicazioni sono ancora oggetto di studio.
- CBTV (Cannabicitranvarina): Il CBTV (Cannabicitranvarin) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, strutturalmente correlato al Cannabicitran (CBT) ma con una catena laterale varina. Come altri cannabinoidi varinici, il CBTV può avere interazioni diverse con il sistema endocannabinoide rispetto ai suoi cannabinoidi progenitori. La ricerca sul CBTV è limitata e i suoi effetti specifici e i potenziali benefici terapeutici non sono ben definiti. Tuttavia, la sua struttura chimica unica suggerisce che potrebbe contribuire al profilo terapeutico complessivo della cannabis, con potenziali applicazioni ancora in fase di esplorazione.
- CBF (Cannabifuran): Il CBF (Cannabifuran) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, identificato dalla sua particolare struttura ad anello furanico. È un composto non psicoattivo e, come molti cannabinoidi minori, i suoi effetti specifici e il suo potenziale terapeutico non sono ancora ben compresi. La rarità del CBF e le ricerche limitate fanno sì che il suo ruolo nel profilo terapeutico complessivo della pianta di cannabis rimanga in gran parte inesplorato. Gli studi preliminari suggeriscono che possa contribuire alla gamma di cannabinoidi presenti nella cannabis, influenzando potenzialmente le sue proprietà terapeutiche.
- Δ6a,10a-THC: il Δ6a,10a-THC (Delta-6a,10a-Tetraidrocannabinolo) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, riconosciuto per la sua struttura chimica distinta rispetto alle varianti più comuni del THC. È un cannabinoide non psicoattivo o leggermente psicoattivo che può avere effetti diversi dai tetraidrocannabinoli primari (Δ9-THC e Δ8-THC). La ricerca sul Δ6a,10a-THC è limitata e il suo potenziale terapeutico o i suoi effetti specifici non sono ben documentati. Contribuisce al complesso profilo cannabinoide della cannabis e può offrire benefici o interazioni uniche nell’ecosistema chimico della pianta.
- THC-O (O-Acetil-Δ9-THC): Il THC-O (O-Acetil-Δ9-THC), noto anche come THC-O-Acetato, è un cannabinoide sintetico derivato dal Δ9-THC (Delta-9-Tetraidrocannabinolo). Viene creato acetilando il THC, che cambia la sua struttura chimica e potenzialmente i suoi effetti. Si dice che il THC-O sia più potente del Δ9-THC, producendo effetti psicoattivi più forti, ma le ricerche sulla sua sicurezza ed efficacia sono limitate. I suoi effetti sono descritti come simili a quelli del Δ9-THC, ma con un’intensità maggiore, il che lo rende oggetto di interesse sia in contesti ricreativi che terapeutici. A causa della sua potenza e delle ricerche limitate, deve essere affrontata con cautela.
- Δ9-THCV-A (acido Δ9-Tetraidrocannabivarinico): Il Δ9-THCV-A (acido Δ9-Tetraidrocannabivarinico) è il precursore acido del Δ9-THCV (Δ9-Tetraidrocannabivarina), un cannabinoide minore presente nella cannabis. Si forma come risultato della carbossilazione del Δ9-THCV. Come la sua forma decarbossilata, il Δ9-THCV-A non è psicoattivo e interessa soprattutto per le sue potenziali proprietà terapeutiche. Il Δ9-THCV, la forma decarbossilata, è noto per i suoi potenziali effetti di soppressione dell’appetito e per i possibili benefici terapeutici, come le proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive. Il Δ9-THCV-A potrebbe avere ruoli simili nella biosintesi e nel potenziale terapeutico dei cannabinoidi.
- Δ8-THCV (Δ8-Tetraidrocannabivarina): Il Δ8-THCV (Δ8-Tetraidrocannabivarin) è un cannabinoide minore presente nella cannabis, strutturalmente simile al Δ9-THCV (Δ9-Tetraidrocannabivarin) ma con una configurazione Δ8-THC. È noto per i suoi effetti unici, che possono differire da quelli di altri tetraidrocannabinoli. Il Δ8-THCV non è psicoattivo o è leggermente psicoattivo ed è stato segnalato per i suoi potenziali benefici terapeutici, come la soppressione dell’appetito, le proprietà antinfiammatorie e gli effetti neuroprotettivi. A causa della sua struttura chimica distinta, il Δ8-THCV può offrire interazioni diverse con il sistema endocannabinoide rispetto ad altri cannabinoidi. La ricerca è in corso per comprendere meglio i suoi effetti specifici e i suoi potenziali usi.
- Δ8-THCA (acido Δ8-Tetraidrocannabinolico): Il Δ8-THCA (acido Δ8-Tetraidrocannabinolico) è il precursore acido del Δ8-THC (Δ8-Tetraidrocannabinolo), presente nella cannabis grezza. Si forma attraverso la carbossilazione del Δ8-THC e non è psicoattivo nella sua forma acida. Il Δ8-THCA è presente nelle piante di cannabis prima che la decarbossilazione (riscaldamento o invecchiamento) lo converta in Δ8-THC. Sebbene le ricerche sul Δ8-THCA siano limitate, la sua conversione in Δ8-THC può potenzialmente offrire benefici terapeutici simili a quelli del Δ8-THC, come effetti antinfiammatori e neuroprotettivi, ma i suoi ruoli ed effetti specifici sono ancora oggetto di studio.
- Δ9-THCV-COOH (acido Δ9-Tetraidrocannabivarin-carbossilico): Il Δ9-THCV-COOH (acido Δ9-Tetraidrocannabivarin-carbossilico) è la forma di acido carbossilico del Δ9-THCV (Δ9-Tetraidrocannabivarina). È un cannabinoide non psicoattivo e funge da precursore acido del Δ9-THCV, che si trova nella cannabis. Il Δ9-THCV-COOH è prodotto attraverso la carbossilazione del Δ9-THCV ed è presente nella pianta prima che venga decarbossilato (riscaldamento o invecchiamento) per formare la sua forma attiva, il Δ9-THCV. Sebbene le ricerche sul Δ9-THCV-COOH siano limitate, è possibile che svolga un ruolo nel profilo cannabinoide complessivo della pianta e contribuisca ai potenziali effetti terapeutici del Δ9-THCV, come la soppressione dell’appetito e le proprietà antinfiammatorie.
- THCP-COOH (acido tetraidrocannabiforile carbossilico): Il THCP-COOH (acido tetraidrocannabiforolo carbossilico) è la forma di acido carbossilico del THCP (tetraidrocannabiforolo). È un precursore non psicoattivo del THCP, prodotto attraverso la carbossilazione del THCP nella pianta di cannabis. Il THCP-COOH è presente prima di subire la decarbossilazione, un processo tipicamente attivato dal riscaldamento o dall’invecchiamento, che lo converte in THCP. La ricerca sul THCP-COOH è limitata, ma si pensa che contribuisca al profilo cannabinoide complessivo e ai potenziali effetti terapeutici del THCP, che possono includere significative proprietà psicoattive e possibili benefici medici.
- THCV-E (Δ9-Tetraidrocannabivarina-etile): Il THCV-E (Δ9-Tetraidrocannabivarina-etile) è un analogo sintetico del Δ9-THCV (Δ9-Tetraidrocannabivarina). È chimicamente modificato per includere un gruppo etilico, che lo differenzia dal Δ9-THCV presente in natura. Come il suo composto madre, il THCV-E non è psicoattivo o leggermente psicoattivo e può avere effetti simili, come la soppressione dell’appetito e potenziali proprietà neuroprotettive. Grazie alla sua natura sintetica, il THCV-E potrebbe essere utilizzato nella ricerca per esplorare le sue proprietà farmacologiche e il suo potenziale terapeutico, anche se gli studi specifici sui suoi effetti e benefici sono limitati.
- THCB-COOH (acido Δ9-Tetraidrocannabiorcol-carbossilico): Il THCB-COOH (acido Δ9-Tetraidrocannabiorcol-carbossilico) è la forma di acido carbossilico del THCB (Δ9-Tetraidrocannabiorcol). È un cannabinoide non psicoattivo che esiste come precursore acido del THCB nella pianta di cannabis. Il THCB-COOH viene prodotto attraverso la carbossilazione del THCB ed è presente nella cannabis grezza prima di essere sottoposta a decarbossilazione (riscaldamento o invecchiamento) per formare il THCB attivo. Sebbene le ricerche specifiche sul THCB-COOH siano limitate, si ritiene che contribuisca al profilo cannabinoide complessivo della cannabis e possa influenzare le proprietà terapeutiche della pianta, che sono ancora oggetto di studio.
- THCB-A (acido tetraidrocannabutolico): Il THCB-A (acido tetraidrocannabutolico) è il precursore acido del THCB (tetraidrocannabutolo), un cannabinoide minore presente nella cannabis. Il THCB-A non è psicoattivo nella sua forma acida e viene prodotto attraverso la carbossilazione del THCB. Questo cannabinoide esiste nella pianta prima di subire la decarbossilazione, un processo tipicamente innescato dal riscaldamento o dall’invecchiamento, che converte il THCB-A nella sua forma attiva, il THCB. Gli effetti specifici e il potenziale terapeutico del THCB-A non sono ben documentati, ma la sua presenza evidenzia la varietà dei cannabinoidi e il loro potenziale ruolo nella cannabis.
- THCP-A (acido tetraidrocannabiforme): Il THCP-A (acido tetraidrocannabiforolico) è il precursore acido del THCP (tetraidrocannabiforolo), un potente cannabinoide minore presente nella cannabis. Il THCP-A non è psicoattivo nella sua forma acida e viene prodotto attraverso la carbossilazione del THCP. Questo cannabinoide esiste nella pianta prima di subire la decarbossilazione, che converte il THCP-A nella sua forma attiva, il THCP. Il THCP è noto per la sua elevata potenza e per i suoi significativi effetti psicoattivi, ma la ricerca sul THCP-A è limitata. La sua presenza nella pianta di cannabis può contribuire al profilo cannabinoide e ai potenziali effetti terapeutici, anche se i benefici e i ruoli specifici sono ancora in fase di studio.
- CBNDV-A (acido cannabinodiolvarinico): Il CBNDV-A (acido cannabinodiolvarinico) è il precursore acido del CBNDV (cannabinodiolvarina), un cannabinoide minore presente nella cannabis. Come forma di acido carbossilico, il CBNDV-A non è psicoattivo ed esiste nella pianta prima di subire la decarbossilazione, che lo converte in CBNDV. La ricerca sul CBNDV-A è limitata, ma la sua presenza evidenzia la complessità del profilo cannabinoide della cannabis. Lo stesso CBNDV, come variante del cannabinodiolo (CBND), può avere effetti unici e un potenziale terapeutico, anche se i benefici specifici del CBNDV-A non sono ben documentati.
- THCVA-B (acido Δ9-Tetraidrocannabivarinico B): Il THCVA-B (acido Δ9-Tetraidrocannabivarinico B) è una variante del Δ9-THCVA (acido Δ9-Tetraidrocannabivarinico), che è un precursore acido del Δ9-THCV (Δ9-Tetraidrocannabivarina). Il THCVA-B è un cannabinoide non psicoattivo presente nella cannabis, esistente nella sua forma di acido carbossilico prima che la decarbossilazione lo converta nella sua forma attiva. La ricerca specifica sul THCVA-B è limitata, ma come altri cannabinoidi acidi, probabilmente contribuisce al profilo cannabinoide complessivo e alle potenziali proprietà terapeutiche della cannabis. Potrebbe condividere alcune delle potenzialità terapeutiche attribuite al Δ9-THCV, come la soppressione dell’appetito e gli effetti antinfiammatori, ma sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno i suoi ruoli e benefici specifici.
- THC-O-acetato: Il THC-O-acetato (O-Acetil-Δ9-THC) è un cannabinoide sintetico derivato dal Δ9-THC (Δ9-Tetraidrocannabinolo) mediante l’aggiunta di un gruppo acetile. Questa modifica altera la sua struttura chimica, potenzialmente aumentando i suoi effetti psicoattivi rispetto al Δ9-THC. Il THC-O-acetato è noto per la sua maggiore potenza e i suoi effetti intensi, che possono includere euforia pronunciata e percezione alterata. Si tratta di un cannabinoide relativamente nuovo e meno studiato, la cui sicurezza e gamma di effetti sono ancora in fase di studio. Come derivato sintetico, viene spesso utilizzato nella ricerca per esplorare le sue proprietà farmacologiche e le potenziali applicazioni terapeutiche.
- THC-E (Δ9-Tetraidrocannabiorcol-etile): Il THC-E (Δ9-Tetraidrocannabiorcol-etile) è un analogo sintetico del Δ9-THC (Δ9-Tetraidrocannabinolo) con un gruppo etilico attaccato alla sua struttura. Questa modifica altera le sue proprietà chimiche e può influire sulla sua interazione con il sistema endocannabinoide. Come il Δ9-THC, il THC-E dovrebbe avere effetti psicoattivi, ma la sua potenza e i suoi effetti specifici rispetto al Δ9-THC sono meno documentati. Come cannabinoide sintetico, il THC-E è usato principalmente in contesti di ricerca per esplorare le sue potenziali proprietà farmacologiche e i suoi benefici terapeutici.
- Δ8-THCB(Δ8-Tetraidrocannabiorcol): il Δ8-THCB (Δ8-Tetraidrocannabiorcol) è un cannabinoide minore e un analogo strutturale del Δ8-THC (Δ8-Tetraidrocannabinolo). Presenta una struttura chimica alterata rispetto al Δ8-THC, che può influire sulle sue proprietà psicoattive e sull’interazione con i recettori dei cannabinoidi. Sebbene il Δ8-THCB sia meno studiato, si ipotizza che abbia effetti psicoattivi simili a quelli del Δ8-THC, ma potenzialmente con potenza o effetti diversi a causa della sua struttura unica. La ricerca sul Δ8-THCB è limitata e i suoi effetti specifici e il suo potenziale terapeutico sono ancora oggetto di studio.
- CBDM (Cannabidimonethyl ether): Il CBDM (Cannabidimonethyl Ether) è un derivato sintetico del cannabidiolo (CBD) in cui due dei gruppi idrossilici della molecola di CBD sono sostituiti da eteri metilici. Questa modifica altera la struttura chimica del cannabinoide, influenzando potenzialmente la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti complessivi. Sebbene il CBDM sia stato concepito per studiarne le proprietà farmacologiche e il potenziale terapeutico, è meno conosciuto e studiato rispetto al CBD stesso. Gli effetti e i benefici esatti del CBDM sono ancora in fase di esplorazione e il suo ruolo principale è nella ricerca scientifica piuttosto che nei prodotti di consumo.
- THCB-E (Δ9-Tetraidrocannabiorcol-etil): Il THCB-E (Δ9-Tetraidrocannabiorcol-etile) è un analogo sintetico del Δ9-THCB (Δ9-Tetraidrocannabiorcol), alla cui struttura chimica viene aggiunto un gruppo etilico. Questa modifica cambia le sue proprietà e può influenzare i suoi effetti psicoattivi e l’interazione con i recettori dei cannabinoidi. Sebbene il THCB-E sia strutturalmente correlato al Δ9-THCB, che è un cannabinoide minore noto per i suoi potenziali effetti psicoattivi, l’aggiunta del gruppo etilico può alterarne la potenza e gli effetti. La ricerca sul THCB-E è limitata e le sue specifiche proprietà farmacologiche e il suo potenziale terapeutico sono ancora oggetto di studio.
- THC-H (Δ9-Tetraidrocannabexolo): Il THC-H (Δ9-Tetraidrocannabexolo) è un cannabinoide minore correlato al Δ9-THC (Δ9-Tetraidrocannabinolo) con una struttura chimica modificata. Questa alterazione potrebbe avere un impatto sulle sue proprietà psicoattive e sull’interazione con i recettori dei cannabinoidi. Sebbene sia chimicamente simile al Δ9-THC, le modifiche strutturali uniche del THC-H potrebbero determinare effetti o potenza diversi. La ricerca sul THC-H è limitata e i suoi effetti specifici, il potenziale terapeutico e il profilo di sicurezza non sono ben documentati. Come per altri cannabinoidi meno conosciuti, sono necessari ulteriori studi per comprendere l’intera gamma di effetti e i potenziali benefici.
- THCP-H (Tetrahydrocannabiphorol-hexyl): Il THCP-H (Tetrahydrocannabiphorol-hexyl) è un cannabinoide sintetico derivato del THCP (Tetrahydrocannabiphorol), caratterizzato da un gruppo esilico attaccato alla sua struttura. Questa modifica mira a esplorare come l’aggiunta del gruppo esilico influenzi la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti psicoattivi. Il THCP è noto per la sua elevata potenza e le sue significative proprietà psicoattive, e il THCP-H è stato progettato per studiare come le modifiche strutturali influenzino queste proprietà. La ricerca sul THCP-H è limitata e i suoi effetti specifici, il potenziale terapeutico e il profilo di sicurezza sono ancora in fase di studio.
- CBD-C5 (Cannabidiolo C5): Il CBD-C5 (Cannabidiolo C5) è una forma modificata di cannabidiolo (CBD) con una catena di cinque carboni attaccata alla sua struttura chimica. Questa modifica strutturale mira a esplorare come l’aggiunta della catena di carbonio influisca sull’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi, sui suoi effetti farmacologici e sulle sue potenziali applicazioni terapeutiche. Il CBD-C5 è stato progettato a scopo di ricerca per studiarne gli effetti rispetto al CBD standard, ma le informazioni dettagliate sui suoi benefici specifici e sul suo profilo di sicurezza stanno ancora emergendo.
- CBG-E (Cannabigerolo-etile): Il CBG-E (Cannabigerolo-etile) è un derivato sintetico del cannabigerolo (CBG), in cui viene aggiunto un gruppo etilico alla molecola di CBG. Questa modifica altera la struttura chimica del CBG, influenzando potenzialmente la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e le sue proprietà farmacologiche. Il CBG è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui gli effetti antinfiammatori e neuroprotettivi. Il CBG-E è stato studiato per capire come la modifica etilica influenzi queste proprietà e per esplorare i suoi effetti unici rispetto al CBG. La ricerca sul CBG-E è limitata e i suoi benefici specifici e la sua sicurezza sono ancora in fase di studio.
- CBDV-E (Cannabidivarina-Etil): Il CBDV-E (Cannabidivarin-Ethyl) è una variante sintetica della cannabidivarina (CBDV) con un gruppo etilico attaccato alla sua struttura. Questa modifica altera le proprietà chimiche del CBDV, influenzando potenzialmente la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti farmacologici. Il CBDV stesso è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, in particolare in relazione a condizioni neurologiche come l’epilessia. Il CBDV-E è in fase di studio per capire come la modifica etilica influisca sulla sua efficacia e sicurezza rispetto al CBDV standard, ma la ricerca dettagliata sui suoi effetti specifici e sul suo potenziale terapeutico è ancora in corso.
- CBGV-E (Cannabigerovarina-Etil): Il CBGV-E (Cannabigerovarin-Ethyl) è un derivato sintetico della cannabigerovarina (CBGV) con l’aggiunta di un gruppo etilico alla sua struttura chimica. Questa modifica è stata progettata per esplorare come l’alterazione della molecola influisca sulla sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e sui suoi effetti farmacologici complessivi. La cannabigerovarina stessa è un cannabinoide minore che si ritiene abbia un ruolo nel potenziale terapeutico della cannabis, in particolare in relazione alla regolazione dell’appetito e ad altri effetti fisiologici. Il CBGV-E è in fase di studio per determinare come il gruppo etilico influisca sulla sua potenza, efficacia e sicurezza rispetto al CBGV standard.
- Δ7-THC(Delta-7-Tetraidrocannabinolo): il Δ7-THC (Delta-7-Tetraidrocannabinolo) è un cannabinoide meno conosciuto, strutturalmente simile al Δ9-THC (Delta-9-Tetraidrocannabinolo), il principale componente psicoattivo della cannabis. La differenza principale del Δ7-THC è la presenza di un doppio legame nella sua struttura chimica, che può influenzare la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti psicoattivi. Il Δ7-THC può presentare potenza ed effetti diversi rispetto al Δ9-THC, ma la ricerca sulle sue proprietà specifiche e sul suo potenziale terapeutico è limitata. È di interesse soprattutto per gli studi scientifici che esplorano il suo profilo farmacologico e le sue possibili applicazioni.
- Δ4-THC(Delta-4-Tetraidrocannabinolo): il Δ4-THC (Delta-4-Tetraidrocannabinolo) è un cannabinoide con una struttura chimica che include un doppio legame nella quarta posizione della catena di carbonio, distinguendolo dal Δ9-THC (Delta-9-Tetraidrocannabinolo) e da altri tetraidrocannabinoli. Questa variazione strutturale può influenzare la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti psicoattivi. Il Δ4-THC è meno studiato rispetto al Δ9-THC e la ricerca sui suoi effetti specifici, sulla sua potenza e sul suo potenziale terapeutico è ancora limitata. Nella ricerca scientifica viene esplorato principalmente per le sue proprietà farmacologiche uniche.
- CBTN (Cannabicitran-N): Il CBTN (Cannabicitran-N) è un derivato cannabinoide minore del cannabicitran, caratterizzato da un’ulteriore modifica o gruppo funzionale nella posizione dell’azoto nella sua struttura chimica. Questa alterazione mira a esplorare come le modifiche in questo sito influiscano sulla sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e sui suoi effetti farmacologici complessivi. Il cannabicitran è un cannabinoide noto per le sue potenziali proprietà terapeutiche e l’aggiunta del gruppo azoto nel CBTN può influenzarne l’efficacia, la potenza e la sicurezza. La ricerca sul CBTN è limitata e i suoi effetti specifici e il suo potenziale terapeutico sono ancora in fase di studio.
- CBNO (Cannabinolo-N): Il CBNO (Cannabinol-N) è un derivato cannabinoide del cannabinolo (CBN), modificato con un gruppo funzionale aggiuntivo nella posizione dell’azoto nella sua struttura chimica. Questa modifica ha lo scopo di studiare come i cambiamenti in questo sito influenzino la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi e le sue proprietà farmacologiche. Il cannabinolo stesso è noto per i suoi lievi effetti psicoattivi e le sue potenziali proprietà sedative. Con l’aggiunta di un gruppo azoto, il CBNO mira a esplorare le variazioni del suo potenziale terapeutico, della sua potenza e della sua sicurezza. La ricerca sul CBNO è limitata e i suoi effetti specifici e le sue applicazioni sono ancora in fase di studio.
- CBD-C4 (Cannabidiolo C4): Il CBD-C4 (Cannabidiolo C4) è una forma modificata di cannabidiolo (CBD) in cui alla molecola viene aggiunta una catena di quattro carboni. Questa modifica strutturale è stata progettata per esplorare come la catena di carbonio aggiuntiva influenzi l’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti farmacologici complessivi. Il cannabidiolo è noto per le sue proprietà non psicoattive e per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti ansiolitici, antinfiammatori e anticonvulsivanti. Il CBD-C4 viene studiato per capire come la catena a quattro carboni influisca su queste proprietà e per scoprire potenzialmente nuove applicazioni terapeutiche o migliorare l’efficacia e il profilo di sicurezza della molecola. La ricerca sul CBD-C4 è in corso e la sua gamma completa di effetti e benefici è ancora in fase di valutazione.
- CBD-E (Cannabidiolo-Etil): Il CBD-E (Cannabidiolo-Etil) è un derivato sintetico del cannabidiolo (CBD) con un gruppo etilico attaccato alla sua struttura chimica. Questa modifica mira a studiare come l’aggiunta del gruppo etilico influisca sull’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. Il cannabidiolo è noto per la sua natura non psicoattiva e per i suoi potenziali effetti terapeutici, come le proprietà ansiolitiche, antinfiammatorie e anticonvulsivanti. Con l’aggiunta di un gruppo etilico, il CBD-E viene studiato per esplorare come questa modifica influisca sull’efficacia, sulla sicurezza e sulle potenziali applicazioni terapeutiche rispetto al CBD standard. La ricerca sul CBD-E è in corso e si concentra sulla comprensione dei suoi effetti e benefici unici.
- CBD-C6 (Cannabidiolo C6): Il CBD-C6 (Cannabidiolo C6) è una forma modificata di cannabidiolo (CBD) con una catena di sei carboni aggiunta alla sua struttura chimica. Questa alterazione ha lo scopo di esplorare il modo in cui la catena di carbonio aggiuntiva influisce sull’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi, nonché sui suoi effetti farmacologici e terapeutici. Il cannabidiolo è riconosciuto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui proprietà ansiolitiche, antinfiammatorie e anticonvulsivanti. La modifica del CBD-C6 mira a determinare se la catena di sei carboidrati aumenta o altera questi effetti, portando potenzialmente a nuove applicazioni o a migliori profili di efficacia e sicurezza. La ricerca sul CBD-C6 è in corso e i suoi effetti e benefici specifici sono ancora in fase di studio.
- CBC-E (Cannabicromene-Etil): Il CBC-E (Cannabichromene-Ethyl) è un derivato sintetico del cannabicromene (CBC), a cui viene aggiunto un gruppo etilico alla molecola. Questa modifica strutturale è stata progettata per studiare come il gruppo etilico influisca sull’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e sui suoi effetti farmacologici complessivi. Il cannabicromene è noto per le sue potenziali proprietà terapeutiche, tra cui effetti antinfiammatori, analgesici e di miglioramento dell’umore. Con l’aggiunta di un gruppo etilico, la CBC-E si propone di esplorare come questa modifica influisca sull’efficacia, sulla potenza e sulla sicurezza rispetto alla CBC standard.
- CBC-C6 (Cannabichromene C6): La CBC-C6 (Cannabichromene C6) è una forma modificata di cannabicromene (CBC) con l’aggiunta di una catena di sei carboni alla sua struttura chimica. Questa modifica ha lo scopo di esplorare come la catena di carbonio aggiuntiva influisca sull’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, analgesici e di miglioramento dell’umore. Con l’aggiunta di una catena a sei carboidrati, la CBC-C6 è stata studiata per determinare se questa alterazione aumenta o modifica l’efficacia, la potenza o il profilo di sicurezza rispetto alla CBC standard.
- CBC-C5 (Cannabichromene C5): CBC-C5 (Cannabichromene C5) è un derivato del cannabicromene (CBC) con una catena a cinque carboni incorporata nella sua struttura. Questa modifica mira a valutare in che modo l’aggiunta della catena di cinque carboni influisce sull’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, come quelli antinfiammatori, analgesici e di miglioramento dell’umore. Introducendo una catena a cinque carboni, la CBC-C5 è stata studiata per verificare i potenziali cambiamenti in termini di efficacia, potenza e sicurezza rispetto alla CBC standard.
- CBC-C4 (Cannabicromene C4): La CBC-C4 (Cannabichromene C4) è una variante sintetica del cannabicromene (CBC) che include una catena a quattro carboni nella sua struttura chimica. Questa modifica ha lo scopo di esplorare come l’aggiunta della catena di quattro carboni influisca sull’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, analgesici e di miglioramento dell’umore. L’introduzione della catena a quattro carboidrati nel CBC-C4 è stata studiata per determinare se altera l’efficacia, la potenza o la sicurezza del cannabinoide rispetto al CBC standard.
- CBG-C4 (Cannabigerolo C4): Il CBG-C4 (Cannabigerolo C4) è un derivato sintetico del cannabigerolo (CBG) con l’aggiunta di una catena di quattro carboni alla sua struttura chimica. Questa modifica mira a esplorare come la catena aggiuntiva di quattro carboni influisca sull’interazione del CBG con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. Il cannabigerolo è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, come le proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive e di stimolazione dell’appetito. Grazie all’incorporazione di una catena a quattro carboidrati, il CBG-C4 viene studiato per valutare se questa modifica strutturale aumenta o altera l’efficacia, la potenza o il profilo di sicurezza rispetto al CBG standard. La ricerca sul CBG-C4 è in corso per comprenderne gli effetti specifici e le potenziali applicazioni.
- CBG-C6 (Cannabigerolo C6): Il CBG-C6 (Cannabigerolo C6) è un derivato sintetico del cannabigerolo (CBG) che presenta una catena di sei carboni aggiunta alla sua struttura chimica. Questa modifica ha lo scopo di studiare come la catena di carbonio estesa influenzi l’interazione del CBG con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti farmacologici. Il cannabigerolo è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive e di regolazione dell’appetito. L’aggiunta di una catena a sei carboidrati nel CBG-C6 ha lo scopo di esplorare se questa alterazione aumenta o modifica l’efficacia, la potenza o il profilo di sicurezza del cannabinoide rispetto al CBG standard. La ricerca sul CBG-C6 è in corso per comprenderne gli effetti unici e le potenziali applicazioni terapeutiche.
- CBDV-C6 (Cannabidivarina-C6): Il CBDV-C6 (Cannabidivarin-C6) è un derivato sintetico della cannabidivarina (CBDV) alla cui struttura chimica è stata aggiunta una catena di sei carboni. Questa modifica mira a esplorare come la catena di carbonio estesa influisca sull’interazione del CBDV con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. La cannabidivarina è nota per i suoi potenziali effetti terapeutici, tra cui le proprietà anticonvulsivanti e antinfiammatorie. L’introduzione di una catena a sei carboidrati nel CBDV-C6 è stata studiata per determinare se influisce sull’efficacia, sulla potenza o sulla sicurezza del cannabinoide rispetto al CBDV standard.
- CBDV-C5 (Cannabidivarina-C5): Il CBDV-C5 (Cannabidivarin-C5) è una variante sintetica della cannabidivarina (CBDV) che incorpora una catena a cinque carboni nella sua struttura chimica. Questa modifica è stata progettata per esaminare come l’aggiunta della catena di cinque carboni influisca sull’interazione del CBDV con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche. La cannabidivarina è riconosciuta per i suoi potenziali effetti terapeutici, in particolare nel trattamento dell’epilessia e di altri disturbi neurologici. Con l’aggiunta di una catena a cinque carboidrati, il CBDV-C5 si propone di esplorare se questa modifica strutturale influisce sull’efficacia, la potenza e la sicurezza del cannabinoide rispetto al CBDV standard.
- CBV (Cannabivarina): Il CBV (Cannabivarin) è un cannabinoide meno conosciuto presente nella cannabis, strettamente correlato al cannabidivarin (CBDV). Si caratterizza per la sua catena laterale a tre carboni, che la differenzia da altri cannabinoidi come il cannabidiolo (CBD) e il tetraidrocannabinolo (THC). La ricerca sulla cannabivarina è ancora in fase di sviluppo, ma si pensa che condivida con il CBDV un certo potenziale terapeutico, compresi possibili effetti anticonvulsivanti e antinfiammatori. Come per molti cannabinoidi, il profilo farmacologico completo e le applicazioni terapeutiche del CBV sono oggetto di studi in corso.
- CBL-C6 (Cannabiciclolo-C6): Il CBL-C6 (Cannabiciclolo-C6) è un derivato sintetico del cannabiciclolo (CBL) con l’aggiunta di una catena di sei carboni nella sua struttura. Questa modifica ha lo scopo di studiare come la catena di carbonio estesa influisca sull’interazione del CBL con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche. Il cannabiciclolo è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, anche se le sue funzioni specifiche sono meno studiate rispetto ai cannabinoidi più importanti. L’introduzione di una catena a sei carboidrati nel CBL-C6 ha lo scopo di esplorare se questa modifica strutturale aumenta o altera l’efficacia, la potenza o il profilo di sicurezza rispetto al CBL standard.
- CBV-A (acido cannabivarico): Il CBV-A (acido cannabivarico) è un acido cannabinoide presente nella cannabis, correlato alla cannabidivarina (CBDV). È il precursore acido della cannabivarina, come il THCA (acido tetraidrocannabinolico) è il precursore del THC. Il CBV-A si forma attraverso la decarbossilazione dell’acido cannabivarico, che avviene quando la cannabis viene riscaldata o invecchiata. La ricerca sul CBV-A è in corso per comprenderne gli effetti farmacologici e i potenziali benefici terapeutici, come l’influenza sui recettori dei cannabinoidi e le possibili proprietà antinfiammatorie o neuroprotettive.
- CBC-C4 (Cannabicromene-C4): Il CBC-C4 (Cannabichromene-C4) è un derivato sintetico del cannabicromene (CBC) che presenta una catena aggiuntiva di quattro carboni nella sua struttura chimica. Questa modifica mira a esplorare come la catena di carbonio estesa influenzi l’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e le sue proprietà farmacologiche. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, analgesiche e di miglioramento dell’umore. Con l’aggiunta di una catena di quattro carboidrati, la CBC-C4 è stata studiata per determinare se questa alterazione influisce sull’efficacia, sulla potenza o sulla sicurezza del cannabinoide rispetto alla CBC standard.
- CBC-C6 (Cannabicromene-C6): La CBC-C6 (Cannabichromene-C6) è una variante sintetica del cannabicromene (CBC) alla cui struttura è stata aggiunta una catena di sei carboni. Questa modifica ha lo scopo di valutare come la catena di carbonio estesa influenzi l’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti farmacologici complessivi. Il cannabicromene è noto per le sue potenziali proprietà terapeutiche, come gli effetti antinfiammatori, analgesici e di miglioramento dell’umore. L’aggiunta di una catena a sei carboidrati nel CBC-C6 ha lo scopo di esplorare se questa modifica strutturale aumenta o altera l’efficacia, la potenza o la sicurezza del cannabinoide rispetto al CBC standard.
- CBD-C8 (Cannabidiolo-C8): Il CBD-C8 (Cannabidiolo-C8) è un analogo sintetico del cannabidiolo (CBD) alla cui struttura chimica è stata aggiunta una catena di otto carboni. Questa modifica è stata progettata per studiare come la catena di carbonio estesa influisca sull’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche. Il cannabidiolo è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, ansiolitici e antiepilettici. Incorporando una catena a otto carboidrati, il CBD-C8 si propone di esplorare se questa modifica strutturale influenza l’efficacia, la potenza o la sicurezza del cannabinoide rispetto al CBD standard.
- CBD-C9 (Cannabidiolo-C9): Il CBD-C9 (Cannabidiolo-C9) è un derivato sintetico del cannabidiolo (CBD) con una catena di nove carboni aggiunta alla sua struttura. Questa modifica ha lo scopo di studiare come la catena di carbonio estesa influenzi l’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi e i suoi effetti farmacologici complessivi. Il cannabidiolo è riconosciuto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, ansiolitiche e antiepilettiche. L’introduzione di una catena di nove carboidrati nel CBD-C9 mira a valutare se questa modifica strutturale altera l’efficacia, la potenza o la sicurezza del cannabinoide rispetto al CBD standard.
- CBC-C9 (Cannabichromene-C9): Il CBC-C9 (Cannabichromene-C9) è un derivato sintetico del cannabicromene (CBC) che incorpora nella sua struttura una catena di nove carboni. Questa modifica ha lo scopo di studiare come la catena di carbonio aggiuntiva influisca sull’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, analgesiche e di miglioramento dell’umore. Con l’aggiunta di una catena di nove carboidrati, la CBC-C9 mira ad esplorare se questa modifica strutturale aumenta o altera l’efficacia, la potenza o la sicurezza del cannabinoide rispetto alla CBC standard.
- CBG-C9 (Cannabigerolo-C9): Il CBG-C9 (Cannabigerolo-C9) è una variante sintetica del cannabigerolo (CBG) alla cui struttura chimica è stata aggiunta una catena di nove carboni. Questa modifica è stata progettata per esplorare come la catena di carbonio estesa influenzi l’interazione del CBG con i recettori dei cannabinoidi e le sue proprietà farmacologiche. Il cannabigerolo è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, antibatterici e neuroprotettivi. Con l’incorporazione di una catena a nove atomi di carbonio, il CBG-C9 mira a determinare se questa modifica strutturale influisce sull’efficacia, sulla potenza o sulla sicurezza del cannabinoide rispetto al CBG standard.
- CBG-C8 (Cannabigerolo-C8): Il CBG-C8 (Cannabigerolo-C8) è un derivato sintetico del cannabigerolo (CBG) alla cui struttura è stata aggiunta una catena di otto carboni. Questa modifica mira a studiare come la catena di carbonio estesa influisca sull’interazione del CBG con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. Il cannabigerolo è riconosciuto per i suoi potenziali benefici terapeutici, come gli effetti antinfiammatori, antibatterici e neuroprotettivi. Introducendo una catena a otto carboidrati, il CBG-C8 cerca di esplorare se questa alterazione strutturale influisce sull’efficacia, sulla potenza o sulla sicurezza del cannabinoide rispetto al CBG standard.
- CBC-C8 (Cannabicromene-C8): Il CBC-C8 (Cannabichromene-C8) è un analogo sintetico del cannabicromene (CBC) a cui è stata aggiunta una catena di otto carboni alla struttura molecolare. Questa modifica ha lo scopo di studiare come la catena di carbonio estesa influisca sull’interazione del CBC con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche generali. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, come gli effetti antinfiammatori, analgesici e di miglioramento dell’umore. L’aggiunta di una catena a otto carboidrati nel CBC-C8 ha lo scopo di esplorare se questa modifica strutturale influisce sull’efficacia, sulla potenza o sulla sicurezza del cannabinoide rispetto al CBC standard.
- CBG-C5 (Cannabigerolo-C5): Il CBG-C5 (Cannabigerolo-C5) è una versione modificata del cannabigerolo (CBG), con una catena a cinque carboni aggiunta alla sua struttura chimica. Questa alterazione strutturale ha lo scopo di studiare come la catena di carbonio aggiuntiva influenzi l’interazione del CBG con i recettori dei cannabinoidi e le sue proprietà farmacologiche. Il cannabigerolo è apprezzato per i suoi potenziali effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive e antibatteriche. Aggiungendo una catena a cinque carboni, il CBG-C5 mira a determinare se questa modifica influisce sull’efficacia, sulla potenza o sulla sicurezza del cannabinoide rispetto al CBG standard.
- CBD-Epossido: Il CBD-Epossido è un derivato del cannabidiolo (CBD) che presenta un gruppo epossido incorporato nella sua struttura molecolare. Questa modifica strutturale comporta la formazione di un anello etereo ciclico all’interno della molecola di CBD. L’introduzione del gruppo epossido ha lo scopo di esplorare il modo in cui questa modifica influisce sull’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. Il cannabidiolo è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, ansiolitici e neuroprotettivi. Creando il CBD-Epossido, i ricercatori cercano di capire se questa alterazione aumenta o modifica l’efficacia, la stabilità o la sicurezza del cannabinoide rispetto al CBD standard.
- CBG-Epossido: Il CBG-Epossido è una forma modificata di cannabigerolo (CBG) nella cui struttura chimica è stato introdotto un gruppo epossido. Questa modifica epossidica crea un anello etereo ciclico all’interno della molecola di CBG. Lo scopo di questa modifica strutturale è quello di studiare come il gruppo epossido influisca sull’interazione del CBG con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche complessive. Il cannabigerolo è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, antibatterici e neuroprotettivi. Modificando la molecola del CBG con un gruppo epossido, i ricercatori intendono determinare se questa modifica influisce sulla potenza, sull’efficacia o sulla sicurezza del cannabinoide rispetto al CBG standard.
- CBV-Epossido: Il CBV-Epossido è una variante sintetica della cannabivarina (CBV) con un gruppo epossido integrato nella sua struttura chimica. Il gruppo epossido introduce un anello etereo ciclico nella molecola del CBV. Questa modifica è stata progettata per esplorare come la presenza del gruppo epossido influisca sull’interazione del CBV con i recettori dei cannabinoidi e sul suo profilo farmacologico complessivo. La cannabivarina è nota per i suoi potenziali effetti terapeutici, come le proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Introducendo un gruppo epossido, i ricercatori intendono verificare se questa modifica strutturale influenza l’efficacia, la stabilità o la sicurezza della CBV rispetto alla sua forma non modificata.
- CBT-Epossido: Il CBT-Epossido è un derivato del cannabicitran (CBT) in cui viene introdotto un gruppo epossido nella sua struttura chimica. Il gruppo epossido crea un anello etereo ciclico all’interno della molecola di CBT. Questa modifica mira a esaminare come il gruppo epossido influisca sull’interazione del CBT con i recettori dei cannabinoidi e sui suoi effetti farmacologici complessivi. Il cannabicitran è noto per le sue potenziali proprietà terapeutiche, ma la ricerca sulla sua forma epossidica si concentra su come questa alterazione strutturale possa influire sulla sua potenza, efficacia e sicurezza. Studiando la CBT-Epossido, i ricercatori cercano di capire se la modifica dell’epossido offra benefici unici o cambiamenti nel potenziale terapeutico rispetto alla CBT originale.
- CBC-Epossido: Il CBC-Epossido è una forma modificata di cannabicromene (CBC) con un gruppo epossidico integrato nella sua struttura chimica. Il gruppo epossido introduce un anello etereo ciclico nella molecola di CBC. Questa alterazione strutturale ha lo scopo di studiare come la modifica dell’epossido influisca sull’interazione della CBC con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Incorporando un gruppo epossidico, i ricercatori intendono determinare se questa modifica influisce sull’efficacia, la stabilità o la sicurezza della CBC ed esplorare eventuali nuove potenzialità terapeutiche o effetti potenziati rispetto alla CBC standard.
- CBD-N (Cannabidiolo-N): Il CBD-N (Cannabidiolo-N) è una variante del cannabidiolo (CBD) in cui un atomo di azoto è stato incorporato nella molecola. Questa modifica introduce un nuovo gruppo funzionale, che potenzialmente altera l’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi e le sue proprietà farmacologiche. Il cannabidiolo è noto per i suoi effetti terapeutici, tra cui benefici antinfiammatori, ansiolitici e neuroprotettivi. L’aggiunta dell’atomo di azoto nel CBD-N ha lo scopo di esplorare se questa modifica strutturale influisce sull’efficacia, la stabilità o la sicurezza del CBD e di valutare se introduce nuove proprietà terapeutiche o migliora le caratteristiche del CBD originale.
- CBD-O (Cannabidiolo-O): Il CBD-O (Cannabidiolo-O) è una forma modificata di cannabidiolo (CBD) in cui viene introdotto un atomo di ossigeno nella molecola. Questa modifica comporta in genere l’aggiunta di un gruppo etereo o estere, che potenzialmente altera le proprietà chimiche del CBD e la sua interazione con i recettori dei cannabinoidi. Il cannabidiolo è noto per i suoi effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, ansiolitiche e neuroprotettive. Con l’incorporazione di un atomo di ossigeno, i ricercatori intendono verificare se questa modifica strutturale influisce sull’efficacia, la stabilità o la sicurezza del CBD ed esplorare eventuali effetti terapeutici nuovi o potenziati rispetto al CBD standard.
- CBD-P (Cannabidiolo-P): Il CBD-P (Cannabidiolo-P) è una variante del cannabidiolo (CBD) in cui viene introdotto un diverso gruppo funzionale o una modifica, che spesso coinvolge un atomo di fosforo. Questa alterazione strutturale è stata concepita per studiare come l’aggiunta di fosforo influisca sull’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi e sul suo profilo farmacologico. Il cannabidiolo è ampiamente riconosciuto per i suoi effetti terapeutici, tra cui benefici antinfiammatori, ansiolitici e neuroprotettivi. Modificando il CBD con un gruppo contenente fosforo, i ricercatori intendono esplorare i potenziali cambiamenti in termini di efficacia, stabilità e sicurezza, nonché identificare eventuali nuove proprietà terapeutiche o miglioramenti rispetto al composto originale di CBD.
- CBC-M (Cannabichromene-M): La CBC-M (Cannabichromene-M) è una forma modificata di cannabicromene (CBC) con l’aggiunta della designazione “M”, che in genere indica una modifica strutturale. Questa alterazione spesso comporta l’aggiunta di un gruppo funzionale specifico o una modifica molecolare, che potenzialmente influisce sulle interazioni della CBC con i recettori dei cannabinoidi e sulle sue proprietà farmacologiche. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti antinfiammatori, analgesici e neuroprotettivi. La modifica della CBC-M ha lo scopo di esplorare se questi cambiamenti hanno un impatto sull’efficacia terapeutica, sulla stabilità o sulla sicurezza della CBC e di valutare se introduce effetti nuovi o potenziati rispetto alla CBC standard.
- CBC-N (Cannabichromene-N): La CBC-N (Cannabichromene-N) è una variante del cannabicromene (CBC) in cui un atomo di azoto è stato incorporato nella molecola. Questa modifica comporta tipicamente l’aggiunta di un’ammina o di un gruppo funzionale simile contenente azoto. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, come quelli antinfiammatori, analgesici e neuroprotettivi. Introducendo un atomo di azoto, la CBC-N si propone di esplorare come questa modifica strutturale influisca sull’interazione del composto con i recettori dei cannabinoidi, sulla sua efficacia, sulla stabilità e sul profilo farmacologico complessivo. L’obiettivo è determinare se la modifica migliora o altera le proprietà terapeutiche della CBC.
- CBC-O (Cannabichromene-O): La CBC-O (Cannabichromene-O) è una forma modificata di cannabicromene (CBC) in cui un atomo di ossigeno è stato introdotto nella molecola. Questa aggiunta coinvolge tipicamente un gruppo funzionale contenente ossigeno, come un estere o un etere. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, analgesiche e neuroprotettive. Incorporando l’ossigeno, il CBC-O viene studiato per capire come questa modifica strutturale influisca sull’interazione del composto con i recettori dei cannabinoidi, sulla sua attività farmacologica, sulla stabilità e sulla sicurezza. L’obiettivo è esplorare se la modifica aumenta o altera i benefici terapeutici di CBC
- CBC-P (Cannabichromene-P): La CBC-P (Cannabichromene-P) è una variante del cannabicromene (CBC) in cui è stato introdotto un atomo di fosforo nella molecola. Questa modifica strutturale comporta tipicamente l’aggiunta di un gruppo contenente fosforo, come un fosfonato o un estere fosfato. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, come le proprietà antinfiammatorie, analgesiche e neuroprotettive. L’incorporazione del fosforo nella CBC-P ha lo scopo di studiare come questa alterazione influenzi l’interazione del composto con i recettori dei cannabinoidi, la sua attività farmacologica, la stabilità e l’efficacia complessiva. L’obiettivo è determinare se la modifica del fosforo fornisce benefici terapeutici nuovi o maggiori rispetto alla CBC standard.
- CBD-M (Cannabidiolo-M): Il CBD-M (Cannabidiolo-M) è una versione modificata del cannabidiolo (CBD) in cui la struttura è stata alterata, in genere attraverso l’aggiunta di un nuovo gruppo funzionale o la modifica di quelli esistenti. Il cannabidiolo è ampiamente conosciuto per i suoi benefici terapeutici non psicoattivi, tra cui effetti antinfiammatori, ansiolitici e antiepilettici. La designazione “M” indica una modifica specifica, che potrebbe comportare cambiamenti come la metilazione o l’aggiunta di un altro sostituente. Questa modifica mira a esplorare il modo in cui i cambiamenti strutturali influenzano l’interazione del CBD con i recettori dei cannabinoidi, la sua farmacocinetica, la stabilità e il profilo terapeutico complessivo. L’obiettivo è migliorare o alterare l’efficacia e le applicazioni terapeutiche del composto.
- CBC-N-B (Cannabichromene-N-B): La CBC-N-B (Cannabichromene-N-B) è una variante del cannabicromene (CBC) caratterizzata da una modifica specifica con un gruppo funzionale contenente azoto. La designazione “N-B” si riferisce tipicamente all’introduzione di un gruppo a base di azoto, come un’ammina o un’ammide. Il cannabicromene è noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, analgesici e neuroprotettivi. L’aggiunta di un gruppo azotato nella CBC-N-B mira a esplorare come questa modifica strutturale influisca sull’interazione del composto con i recettori dei cannabinoidi, sulla sua attività farmacologica e sulla sua stabilità. La modifica è volta a verificare se aumenta o cambia le proprietà terapeutiche della CBC, offrendo potenzialmente nuove o migliori applicazioni in campo medico.
- CBD-O-B (Cannabidiolo-O-B): Il CBD-O-B (Cannabidiolo-O-B) è una forma modificata di cannabidiolo (CBD) in cui è stato aggiunto o alterato un gruppo funzionale contenente ossigeno. La designazione “O-B” indica tipicamente l’introduzione di una modifica a base di ossigeno, che potrebbe coinvolgere un estere, un etere o un altro gruppo contenente ossigeno. Il cannabidiolo (CBD) è molto apprezzato per le sue proprietà terapeutiche, tra cui effetti antinfiammatori, ansiolitici e analgesici, senza causare effetti psicoattivi. La modifica del CBD-O-B mira a studiare come questa ossigenazione specifica influisca sulla farmacocinetica del composto, sull’affinità di legame con i recettori e sull’efficacia terapeutica complessiva. Alterando la struttura chimica, i ricercatori cercano di esplorare se la modifica aumenta o cambia i benefici terapeutici del CBD o fornisce nuove applicazioni in contesti medicinali o farmaceutici.
- CBG-O (Cannabigerolo-O): Il CBG-O (Cannabigerolo-O) è una forma modificata di cannabigerolo (CBG) in cui viene introdotto un gruppo funzionale contenente ossigeno. Questa ossigenazione coinvolge tipicamente un estere, un etere o un gruppo simile che altera la struttura chimica del CBG. Il cannabigerolo stesso è un cannabinoide non psicoattivo noto per i suoi potenziali effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e neuroprotettive. L’aggiunta del gruppo ossigeno nel CBG-O mira a esplorare come questa modifica strutturale influisca sulle proprietà farmacologiche del cannabinoide, sulle interazioni con i recettori e sulle potenziali applicazioni terapeutiche. La modifica può influenzare l’efficacia, la stabilità o la biodisponibilità del composto, aprendo nuove strade per la ricerca e l’uso medico.
- CBC-O-B (Cannabichromene-O-B): Il CBC-O-B (Cannabichromene-O-B) è un derivato del cannabicromene (CBC) con un gruppo aggiuntivo contenente ossigeno, come un legame estere o etereo. Il cannabicromene è un cannabinoide non psicoattivo noto per i suoi potenziali effetti antinfiammatori, analgesici e antidepressivi. La designazione “O-B” in CBC-O-B indica una specifica modifica dell’ossigenazione della molecola di CBC, che può potenzialmente influenzare il suo comportamento chimico e le interazioni biologiche. Questa modifica potrebbe alterare le proprietà farmacologiche della CBC, come la potenza, la stabilità o le caratteristiche di legame con i recettori, e potrebbe portare a nuove applicazioni terapeutiche o a effetti potenziati.
- CBD-N-B (Cannabidiolo-N-B): Il CBD-N-B (Cannabidiolo-N-B) è una forma modificata di cannabidiolo (CBD), dove “N-B” indica l’aggiunta di uno specifico gruppo contenente azoto alla molecola di CBD. Il cannabidiolo è un noto cannabinoide non psicoattivo con potenziali effetti terapeutici, tra cui proprietà antinfiammatorie, ansiolitiche e antiepilettiche. La modifica “N-B” comporta l’introduzione di un gruppo funzionale a base di azoto, che può avere un impatto sulle proprietà farmacologiche del CBD, come l’interazione con i recettori dei cannabinoidi, la stabilità o la biodisponibilità. Questa alterazione strutturale ha lo scopo di esplorare nuove possibilità terapeutiche o di potenziare gli effetti del cannabinoide in varie applicazioni mediche.
- CBG-P (Cannabigerolo-P): Il CBG-P (Cannabigerolo-P) è una forma modificata di cannabigerolo (CBG), dove “P” indica una modifica specifica o un gruppo funzionale aggiuntivo. Il cannabigerolo è un cannabinoide non psicoattivo noto per i suoi potenziali benefici terapeutici, tra cui effetti antinfiammatori, antibatterici e neuroprotettivi. La “P” in CBG-P rappresenta una particolare modifica chimica che può influire sulle proprietà farmacologiche del cannabinoide, come l’affinità di legame con i recettori, l’efficacia terapeutica o la stabilità metabolica. Questa modifica potrebbe potenzialmente aumentare o alterare il potenziale terapeutico del CBG, portando a nuove applicazioni o a migliori effetti in ambito clinico.
Questi cannabinoidi contribuiscono ai diversi effetti e proprietà della cannabis, interagendo con il sistema endocannabinoide del corpo in modi diversi. Alcuni di essi sono presenti in quantità molto ridotte e sono ancora in fase di studio per i loro potenziali effetti.

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